La Chiesa come pienezza escatoligica

La Chiesa nel suo insieme è mezzo della grazia, sacramento del Regno. Per questo la sua struttura — gerarchica, liturgica e sacramentale — non ha altra funzione se non quella di rendere la Chiesa capace di raggiungere il proprio compimento come corpo di Cristo, tempio dello Spirito Santo, di rendere presente la vera natura della Chiesa, che è grazia.

alexander schmemann

"Il cielo sulla terra": quest'espressione familiare ad ogni ortodosso esprime piuttosto bene la percezione fondamentale della Chiesa che si ha nell'Ortodossia. La Chiesa è anzitutto e prima di tutto una realtà creata da Dio e donata dal Signore, la presenza della vita nuova di Cristo, la manifestazione del nuovo "eone" dello Spirito. Un'ortodosso, quando contempla la Chiesa, vede in essa un dono divino più che la risposta umana a tale dono. Si può descrivere adeguatamente la Chiesa come realtà escatologica, poiché la sua funzione essenziale è manifestare e rendere presente in questo mondo l'éschaton, le realtà ultime della salvezza e della redenzione. Nella Chiesa e attraverso di essa il regno di Dio si fa presente, già ora, e viene comunicato agli uomini. È questa pienezza escatologica, dono di Dio fatto alla Chiesa (e non una teoria giuridica della mediazione), a costituire la radice dell' "assolutismo" ecclesiologico dell'Ortodossia, assolutismo così spesso frainteso e mal compreso dai protestanti. La Chiesa nel suo insieme è mezzo della grazia, sacramento del Regno. Per questo la sua struttura — gerarchica, liturgica e sacramentale — non ha altra funzione se non quella di rendere la Chiesa capace di raggiungere il proprio compimento come corpo di Cristo, tempio dello Spirito Santo, di rendere presente la vera natura della Chiesa, che è grazia. La pienezza della Chiesa, dono di Dio, o piuttosto la Chiesa come pienezza — e questo è un aspetto essenziale dell'ecclesiologia ortodossa — non può darsi al di fuori di queste strutture ecclesiali.

Non esiste separazione né divisione, fra Chiesa invisibile (in statu patriae) e Chiesa visibile (in statu viae), poiché la seconda è attualizzazione ed espressione della prima, segno sacramentale della sua realtà, da cui scaturisce il valore unico, ecclesiologico, centrale dell'Eucaristia, che è il sacramento onnicomprensivo della Chiesa. Nell'Eucaristia la Chiesa "diviene ciò che è", raggiunge il proprio compimento come corpo di Cristo, come parousìa (presenza reale) divina, presenza e comunicazione di Cristo e del suo regno. L'ecclesiologia ortodossa è veramente eucaristica, perché nell'Eucaristia la Chiesa porta a compimento il passaggio da questo mondo a quello futuro, all'éschaton; partecipa all'ascensione del suo Signore ed è ammessa al banchetto messianico, pregusta «la gioia e la pace» del Regno. «E non hai cessato di fare tutto quanto era necessario per ricondurci al cielo, e ci hai fatto dono del tuo regno futuro». Perciò tutta la vita della Chiesa è radicata nell'Eucaristia, è fruizione di questa pienezza eucaristica nel tempo di questo mondo la cui «figura passa ...» (cf I Cor 7, 31). Questa è la vera missione della Chiesa.

 

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Fonte: "N. A. Nissiotis, G. Mantzaridis, A. Schmemann, IL TEMPO DI DIO - Il cielo sulla terra, Asterios Editore, Trieste, 2006, pp. 82-84"

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La Chiesa non è la barca personale di qualcuno, né del papa, né del patriarca, né del vescovo. Nessuno può far tacere lo Spirito nella Chiesa, nei fedeli.

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