Un Cuoco in Paradiso

Quando le persone spirituali non vivono in modo semplice ma, al contrario, si atteggiano a puritani, queste non aiutano le nuove generazioni

eufrosino ilcuocoLa mancanza di semplicità, sincerità, e autenticità nelle relazioni interpersonali portano all'ipocrisia sociale, ad una moralità e formalità artificiose, e al tempo stesso provocano reazioni avverse tra i giovani.

Il problema assume connotazioni peggiori quando, anche tra le così dette persone spirituali, non c'è semplicità. «Quando le persone spirituali non vivono in modo semplice ma, al contrario, si atteggiano a puritani, queste non aiutano le nuove generazioni», disse l’Anziano e compianto Paisios e – proseguendo – aggiunse: «Quando la gente incontra cristiani troppo rigidi, retrogradi incravattati e fatti tutti con lo stesso stampo, non vede alcuna differenza tra questi e i non religiosi, e così le persone reagiscono… diventando frustrate nel momento in cui coloro che si professano persone spirituali, o gli stessi sacerdoti, cercano di tenerle in riga utilizzando metodi secolari…. La gente capisce se la vuoi ferire, o se stai fingendo. Un buono a nulla è meglio di un cristiano ipocrita!» (With Pain and Love for Modern People, pp. 284-5).

Le parole del saggio Anziano potrebbero sembrare esagerate, ma, negli stessi Vangeli, Cristo non dà particolare importanza all'aspetto esteriore o alla religiosità formale degli uomini, e mostra invece interesse verso lo stato dei loro cuori. Da questi ultimi, «escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno» e così via (Marco 7, 21-22). Cristo, per questo, rimproverò gli ipocriti, perdonò e sedette a tavola con i pubblicani e le meretrici, e a quelli che chiesero d’entrare nel suo Regno, li invitò ad osservare la semplicità dei bambini.

La Chiesa onora, il 24 di settembre, San Eufrosino il Cuoco. «Nacque da genitori campagnoli e incolti. Fu cresciuto rozzo e senza educazione e presto entrò in monastero. Dopo aver indossato l’abito, iniziò a servire gli altri monaci. Sovente, a causa della sua scarsa istruzione, lavorò nelle cucine e venne guardato con superiorità dai fratelli e deriso», scrisse l’autore della sua Vita.

«Ma quell'uomo benedetto sopportò ogni offesa con cuore audace e col buonsenso, tenne a freno i propri pensieri e restò privo di ogni preoccupazione. Anche se non fu abile con la parola, possedette senz’altro conoscenze profonde, come può essere dedotto dalla seguente storia. Al monastero del compianto Eufrosino abitava anche un prete, fedele a Dio, il quale supplicava Eufrosino di mostrargli ciò di cui, chi ama Dio, godrà nella vita futura.

Il Bios continua nel modo più toccante possibile. Il sacerdote virtuoso ebbe una visione nella quale egli si trovava in Paradiso, in un giardino con alberi ricolmi di frutta, fiori profumati e dalle acque limpide. Eufrosino era lì, rallegrato da quei tesori così ineffabili. Alla domanda del prete su come fosse finito in quel luogo, egli rispose: «Io sono un illetterato, ma da te ho saputo quanto ha detto l’Apostolo: coloro che lottano vedranno la bellezza del paradiso anche in questa vita». Dopodiché, Eufrosino diede al prete tre mele, le quali quest’ultimo ritrovò nel suo abito, con grande sorpresa, quando rinvenne.

La rivelazione sull’elevazione spirituale di Eufrosino causò grande stupore nei fratelli del monastero, i quali lo avevano sempre guardato dall’alto in basso. Eufrosino, non volendo aver nulla a che fare con le lodi altrui, sgattaiolò via dal cenobio e non vi fece più ritorno. Senza alcun dubbio, egli prese dimora in un Paradiso mentale e spirituale dove regna la luce del volto di Cristo.

La sua Vita è giunta a noi, oggi, così da insegnarci la grandezza della semplicità cristiana e per confermare le parole del Vangelo, le quali dicono: «Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi» (Matteo 19, 30).

 

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Fonte: "pemptousia.com/2019/09/an-ordinary-cook-in-paradise/"

Traduzione libera a cura di Giovanni Fellettigiovanni fellettiCollaboratore occasionale - Sono nato nel 1993 a Bologna, città che mi ha visto crescere e dove tuttora risiedo. Nel 2018 ho iniziato a leggere il Nuovo Testamento e al termine di un percorso, durato 15 mesi, sono stato battezzato nella Chiesa ortodossa col nome di Giovanni. per hristos.it

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