Sulla sofferenza che si prova all’Inferno e sul Regno di Dio

I Santi Padri ci insegnano che il nostro legame con gli inferi o il nostro stato di benedizione, cominciano qui sulla terra; cioè i peccatori che sono ancora sulla terra cominciano già a sperimentare le sofferenze dell’inferno, e i giusti la felicità.

giudizio universaleSan Barsanufio di Optina

«Noi pensiamo alle sofferenze dell’Inferno in modo troppo astratto e di conseguenza tendiamo a non tenerne conto. Coloro che vivono nel mondo se ne sono completamente dimenticati. Il diavolo ha istillato in noi la convinzione che né lui (il diavolo in persona), né le stesse sofferenze dell’inferno esistono, ma i Santi Padri ci insegnano che il nostro legame con gli inferi o il nostro stato di benedizione, cominciano qui sulla terra; cioè i peccatori che sono ancora sulla terra cominciano già a sperimentare le sofferenze dell’inferno, e i giusti la felicità. La sola differenza è che nell’epoca a venire, entrambe saranno percepite in modo incomparabilmente più forte».

«Le sofferenze nell’inferno senza dubbio esistono e queste sofferenze saranno di natura corporea. Le anime di giusti e peccatori avranno persino una veste. Per esempio, i santi gerarchi talvolta appariranno in vesti episcopali. Forse ci saranno città lì e simili. Le sofferenze nell’inferno sono viste certamente in condizioni similari alla nostra esistenza terrena, eccetto che lì non ci sarà un corpo di grossa consistenza, ma più rifinito, in qualche modo allo stato gassoso».

«Una scorretta comprensione delle sofferenze dell’inferno è molto diffusa. Sono intese troppo spiritualmente e in modo astratto, come i morsi della propria coscienza. Naturalmente, i morsi della coscienza saranno presenti, ma ci saranno anche sofferenze fisiche, non per il corpo che abbiamo attualmente, ma per il nuovo corpo (aspetto) che otterremo dopo la Risurrezione. L’inferno ha una collocazione specifica, non è un concetto astratto».

«Allo stato attuale, non solo tra i laici, ma anche nel contesto del giovane clero, sta iniziando a diffondersi la seguente convinzione: che le sofferenze eterne sono incompatibili con l'infinita misericordia di Dio; pertanto, le sofferenze non sono eterne. Un simile malinteso deriva da un fraintendimento delle cose. Le sofferenze eterne e l'eterna beatitudine non sono solo qualcosa che proviene dall'esterno, ma sono, prima di tutto, dentro una persona. Il regno di Dio è dentro di voi (Lc. 17, 21). Quali che siano i sentimenti che un uomo infonde in se stesso durante la sua vita, con quelli entrerà nella vita eterna. Un corpo malato è tormentato sulla terra e, più forte è la malattia, più forte è la sofferenza. Quindi l'anima, quando viene infettata da varie malattie, inizia a soffrire fortemente durante il suo passaggio alla vita eterna. Una malattia corporea incurabile termina con la morte, ma come può finire una malattia spirituale quando non esiste una cosa come la morte per l’anima? Malizia, rabbia, irritabilità, fornicazione e altre malattie spirituali sono come serpenti che strisciano dietro una persona nella vita eterna. Quindi, il nostro obiettivo nella vita è quello di schiacciare questi serpenti qui, sulla terra, al fine di purificare completamente la nostra anima e prima della morte dire insieme al nostro Salvatore: «viene il principe di questo mondo; egli non ha nessun potere su di me» (Gv 14, 30). Un'anima peccaminosa, non ripulita dal pentimento, non può stare insieme ai santi; anche se fosse portato in Paradiso, sarebbe insopportabile che restasse lì e si sforzerebbe di andarsene».

 

San Macario di Optina

«Il regno di Dio è dentro di voi (Lc. 17, 21), disse il Signore; cioè nel cuore. Pertanto, è necessario cercarlo nel cuore, purificandolo dalle passioni e dagli assalti del nemico, senza giudicare e rimproverare nessuno».

 

Sant'Antonio di Optina

«Ti chiedo di rimandare il tuo viaggio per il momento, perché il Regno di Dio non dovrebbe essere cercato al di fuori di noi stessi, ma dentro, cioè nel cuore. Domanda: 'Qual è il Regno di Dio?' Risposta: 'Il Regno di Dio è una vita virtuosa in Dio. Significa che devi lavorare con umiltà, silenzio e pazienza sulla tua anima; e continuando a farlo, vedrai in te la pace di Dio, cioè il Regno di Dio e dopo il tuo riposo ti vedrai nel Regno di Dio'».

 

Sant'Ambrogio di Optina

«La Parola di Dio parla sia del Regno di Dio che del Regno dei Cieli. Qual è la differenza? Il Regno dei Cieli è ricevuto da coloro che ne sono degni dopo la morte nella vita futura, mentre quelli che credono fermamente e sono diligenti ottengono il Regno di Dio dentro di sé già nella vita presente - nella loro anima e nel loro cuore - come si dice nel Vangelo: 'il regno di Dio è dentro di voi' (Lc. 17, 21). Come e con quale mezzo si può ottenere il Regno di Dio in noi? Secondo la parola apostolica, si ottiene, innanzitutto, per verità o giustizia, che consiste nell'adempimento dei comandamenti di Dio e in una disposizione misericordiosa e compassionevole verso il prossimo; secondo, avendo pace nei confronti del prossimo, la pace dalle passioni, la pace con la nostra coscienza e la pace con Dio, attraverso il pentimento e l'umiltà. Quando il cristiano si costringe a lavorare per acquisire tale stato, allora riceve aiuto sotto forma di grazia e con l'aiuto del Santo Spirito sarà gioioso anche fra le tribolazioni, credendo fermamente nella parola apostolica che la tribolazione produce pazienza, e la pazienza, esperienza, e l’esperienza speranza: e la speranza non delude (Rom. 5: 3-5); che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi (Rom. 8, 18); e che dobbiamo passare attraverso molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio (Atti 14, 22)».

 

timbro hristos 326x327

 

© Copyright - Tutti i diritti riservati.

Fonte: orthochristian.com/123670.html

Traduzione libera a cura di Maria Rita Battagliamaria rita battagliaCollaboratrice occasionale - Sono nata in provincia di Cesena, dove attualmente risiedo. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali alla Facoltà di Lettere e Filosofia, Seconda Università di Napoli. Amo la storia e le lingue classiche, tanto da specializzarmi in paleografia latina e greca per hristos.it

Hristos

La Chiesa non è la barca personale di qualcuno, né del papa, né del patriarca, né del vescovo. Nessuno può far tacere lo Spirito nella Chiesa, nei fedeli.

San Paisios del Monte Athos

Ultimi articoli

Prossima festività

© 2019 Hristos. All Rights Reserved. Designed By Domenico Oliveri.