Sulla Risurrezione

 Epiphanius Kosovo400x289

La morte poi, fuori di sé, cadde ai piedi di Cristo; l'Ade fu trascinato come prigioniero dietro il trionfo; tutte le sue potenze furono volte in fuga, avendo ascoltato la voce di Cristo, come dice la Scrittura: «Non abbiamo visto il suo volto, ma abbiamo udito la sua voce».

 

o 1 smra il lutto della morte è bandito ed è giunto lo splendore della risurrezione.

È questa la grande prova della sua carità: Cristo morendo ha distrutto la morte di cui l'uomo era debitore; ha dato in riscatto anima per anima, corpo per corpo, l'uomo intero per l'uomo, morte per morte.

Quando mai un giusto è morto al posto di un malfattore? Quale padre è morto in vece del figlio o quale figlio in luogo del padre?

È quello che il Signore ha fatto per noi, non contentandosi di averci plasmato di propria mano in Adamo, ma rigenerandoci per mezzo dello Spirito nella sua passione.

L'empio popolo dei giudei ha ucciso il proprio benefattore, dandogli in cambio male per bene, tristezza per gioia, morte per vita. Hanno ucciso appendendolo a un legno colui che risuscitava i loro morti, che sanava gli storpi, che ridonava la vista ai ciechi.

Guardate o uomini, guardate nazioni tutte quale misfatto inaudito: Hanno appeso colui che appese la terra; hanno fissato al legno colui che fissò l'universo; hanno misurato colui che misurò i cieli; hanno legato colui che scioglie i peccatori; hanno abbeverato d'aceto colui che dà a bere la giustizia; hanno abbeverato di fiele colui che nutre con la vita; hanno distrutto le mani e i piedi di colui che aveva guarito loro le mani e i piedi; hanno chiuso con la violenza gli occhi di colui che aveva donato loro la vista; hanno sepolto colui che aveva ridestato i loro morti.

O nuovo mistero e prodigio incredibile! Il giudice è giudicato, colui che scioglie i prigionieri è legato, colui che fissò la terra è inchiodato, colui che appese l'universo è appeso, colui che misurò i cieli è misurato, colui che diede in cibo la vita è cibato di fiele, colui che vivifica tutte le cose è morto, colui che risuscitò i morti è seppellito.

Al vedere il Signore appeso al legno i sepolcri si aprirono, l'Ade si spalancò, i morti risorsero, le anime uscirono fuori e molti risuscitati furono visti in Israele, mentre si compiva il mistero di Cristo.

Egli innalzò sulla croce la carne, affinché si vedesse la sua carne esaltata e la morte caduta ai piedi della carne.

Allora gli angeli furono ripieni di stupore e le potenze del cielo rimasero attonite per la passione di Cristo.

Fu atterrito tutto il creato che pieno di stupore esclamò: Cos'è dunque questo nuovo mistero? Il giudice è giudicato e tace; l'invisibile è visto e non arrossisce; l'incomprensibile è preso e non si ribella; l'incommensurabile è misurato e non oppone resistenza; l'impassibile patisce e non si vendica; l'immortale muore e sopporta; colui che dimora in cielo è sepolto e tollera. Perché questo nuovo mistero? Non è forse tutto a causa dell'uomo?

Ma il Signore che si era dato spontaneamente alla morte risorse dai morti, dopo aver schiacciato la morte, legato il forte e sciolto l'uomo.

La morte poi, fuori di sé, cadde ai piedi di Cristo; l'Ade fu trascinato come prigioniero dietro il trionfo; tutte le sue potenze furono volte in fuga, avendo ascoltato la voce di Cristo, come dice la Scrittura: «Non abbiamo visto il suo volto, ma abbiamo udito la sua voce».

L'Ade infatti non vide la faccia del Signore, ma udì la sua voce che diceva: «Anime in ceppi, che giacete nell'ombra di morte, uscite fuori: io vi annuncio la vita; io sono Cristo, la vostra vita».

Allora l'Ade, ascoltando ciò, si dissolse: le sue porte di bronzo si spezzarono; i suoi catenacci di ferro si ruppero; le anime dei santi uscirono fuori, camminando sulle orme di Cristo. Si compì in quel momento il detto della Scrittura: «Là egli spezzò le porte di bronzo e ruppe i catenacci di ferro».

Anche la terra fece risuonare la sua voce: Sovrano, risparmiami i tuoi castighi; togli da me la tua maledizione, poiché ho accolto il sangue e il corpo degli tuo stesso corpo; o Sovrano, riprenditi il tuo Adamo!

Risorse dunque in capo a tre giorni, insegnando a noi ad adorare la Trinità nell'unità. Tutte le stirpi delle genti furono salvate in Cristo. La condanna di uno solo significò la salvezza di miriadi: per tutti infatti è morto il Signore.

Avendo rivestito nuovamente tutto l'uomo, egli salì nell'alto dei cieli, recando in dono al Padre non oro, né argento, né pietra preziosa, ma l'uomo che aveva plasmato a sua immagine e somiglianza.

Il Padre lo innalzò alla sua destra, lo fece sedere su un trono eccelso «finché siano posti i suoi nemici sotto i suoi piedi».

Verrà, infatti, come giudice dei vivi e dei morti e il suo Regno non avrà fine.

Gloria al Padre e al Figlio e al Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amìn.

 

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