Se riempi la tua anima di notizie, di cosa profumerà?

Abbiamo parlato con il sacerdote Sergei Ermolaev, rettore della Chiesa di San Giovanni Battista a Vologda, sulla capacità di digiunare non solo con la nostra lingua e il nostro stomaco, ma anche con le orecchie, gli occhi e il cuore.

multinews2Un dialogo sull'astensione dalle notizie.

“Il vero digiuno è eliminare tutto il male, controllare la lingua, trattenere la rabbia, astenersi da lussuria, calunnia, falsità e falsa testimonianza. Se rinunciamo a queste cose, allora il nostro digiuno è vero e accettabile a Dio”. [1] Il Triodion Quaresimale è categorico. Parlando di questioni categoriche, p. Sergei Ermolaev raccomanda un approccio efficace secondo la sua esperienza e convinzione, attraverso cui vengono raggiunte le qualità che sono vitali per noi Cristiani, e non solo durante il digiuno.

 

P. Sergei, suggerisco di parlare della realtà che affrontiamo ogni giorno: la follia di questo mondo e la finta follia Cristiana. «Per aver scelto la povertà di Cristo, tu gusti ora l'eterno banchetto; avendo smascherata la follia del mondo con la tua finta pazzia, portando umilmente la tua croce, hai ricevuto la forza da Dio.» [2] Lodiamo la beata Xenia di San Pietroburgo con queste parole, sebbene possiamo fare appello a tutti i santi. Tuttavia, come ci rivela uno sguardo onesto sullo specchio delle nostre azioni, tali parole non si applicano a noi. Come definiresti personalmente la follia di questo mondo?

È impossibile elencare tutto, altrimenti affogheremmo in acque melmose. Ciò che mi viene in mente è la passione maniacale per le informazioni, il morboso desiderio per le “ultime e piccanti notizie”. Anche se queste non hanno nulla a che fare con noi, con la nostra gente e con il nostro paese, e se sono riferite anche a un solo ippopotamo malato dello Zimbabwe, le assaporiamo avidamente alla TV o in Internet, invece di utilizzare il nostro tempo sensatamente.

Ci sono davvero ippopotami nello Zimbabwe?

Non importa! Se t’interessa, prendi una enciclopedia e guarda. Questa abitudine di essere al corrente delle ultime notizie è scoraggiante. Quanto tempo prezioso dedichiamo per amore della banalità. Al tempo stesso queste cose sono pericolose, perché hanno un effetto devastante non solo sulla tua mente, ma anche sulla tua anima.

Se non sbaglio, è stato il metropolita Mark (Arnt) di Berlino e della Germania a dire: «Beato chi non guarda né ascolta le ultime notizie». Questo riguarda solo i nostri giorni in cui siamo circondati dal blaterare dei media, oppure...?

Oppure... Questo è un fenomeno antichissimo. Ricordiamoci che: «Tutti gli Ateniesi infatti e gli stranieri colà residenti non avevano passatempo più gradito che parlare e sentir parlare.» (Atti 17, 21). Non c'è niente di nuovo sotto il sole (cfr. Eccles. 1, 9). Le stesse passioni sono state incrementate dalla scienza e dalla tecnologia. I metodi di diffusione delle informazioni non necessarie sono stati accresciuti più volte. Questo "bla-bla" è diventato più chiassoso.

Perché è pericoloso?

Prima di tutto a causa della mancanza di concentrazione: la nostra mente vaga continuamente, i nostri pensieri sono costantemente distratti e non siamo in grado di concentrarci su nulla. È il vagare della mente. Volenti o nolenti, riceviamo notizie. Quindi iniziamo a rigirarle nelle nostre menti. E poi si attiva il noto schema: “Stimolo — associazione — accettazione — schiavitù — peccato”.

Tutti i punti dello sviluppo del peccato sono presenti in noi. Qualcuno sente alcune notizie, inizia a pensarci, si infastidisce, quindi si arrabbia e inizia a giudicare gli altri. Di conseguenza ci troviamo in uno stato in cui non siamo in grado di pregare. Come possiamo pregare se siamo infastiditi, arrabbiati e condanniamo gli altri? Lo so per esperienza: qualcosa ti irrita, allora devi alzarti e pregare. Ti alzi, ma non c'è preghiera e non c'è nemmeno la forza di iniziare a pregare: sei nell'inferno delle tue passioni. All'inizio devi calmare la tua anima in modo che la pace possa regnare di nuovo in essa. E fino ad allora non puoi assolutamente pregare. Questo è il pericolo: mentre ci svaghiamo, la nostra vita spirituale si ferma.

 

«Ora che abbiamo la libertà di parola, vogliamo mantenere sempre più spesso il silenzio».

 

In questo caso, l'anima di qualcuno, invece di seguire la sua naturale inclinazione, la sua missione, e librarsi nei regni celesti, si sporca, ingrassa e assomiglia ad una "borsa piena di notizie", o alle "bucce" che il Figliol Prodigo sognava quando viveva con i maiali (cfr. Lc 15, 16). In verità, essa somiglia ad un maiale.

Giusto. È la banalità ad essere dannosa alla tua anima e a far scivolare il corpo e l'anima verso il basso. Parlare inutilmente, prestare orecchio oziosamente, ingrassare pigramente e riempirsi di un vuoto infernale. Hai detto parole eccellenti sui maiali. L'anziano Paisios, l'agiorita, suggerì di dividere le persone in due categorie: mosche e api. Le api raccolgono le cose migliori – miele e polline – e condividono cose dolci con le persone. Per quanto riguarda le mosche, esse vanno nelle discariche, e anche quando atterrano su luoghi puliti, questi vengono avvelenati. Se riempi la tua anima di notizie, di cosa profumerà? Di cosa possiamo parlare con qualcuno che ha appena visto svariati notiziari e letto molta stampa scandalistica? Può solo parlare delle cose di cui è pieno. Non potrà parlare di cose elevate.

 

«Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore.» (Mt 12, 34).

 

Vero, ma se il cuore di qualcuno è pieno di sporcizia? San Silvano del Monte Athos ha detto: «Se vuoi una preghiera pura, non guardare o ascoltare tutti i tipi di notizie».

Perché questo atteggiamento nei confronti delle notizie? Perché di quasi tutte le notizie, il novantanove per cento proviene da "liquami"? Perché non promuovere notizie positive?

L'altro giorno ho letto: «Ora che abbiamo la libertà di parola, vogliamo mantenere sempre più spesso il silenzio». Come possiamo parlare di libertà nel nostro mondo che è schiavizzato dal peccato? Questa "libertà" porta alla schiavitù spirituale. Se i nostri media sono liberi, perché vengono bloccate le notizie positive? Tutto ciò che sentiamo è sangue, scandali o altra brodaglia: adulazione, ruffianeria e leccate di stivali. In questo consiste la "libertà". La domanda di tali notizie negative è coltivata in modo aggressivo nella società stessa, e parlare di cose positive o necessarie non è considerato "appropriato” e “come dovrebbe essere”.

 

Su come gracchio verso Dio.

 

Esiste una cosa chiamata procrastinazione. È l'abitudine di ritardare un compito importante, concentrandosi invece su azioni meno urgenti, ma più piacevoli e più facili. Qualcuno deve pur svolgere un compito difficile e poco interessante. Quindi continua a rimandare fino all'ultimo momento. Il Beato Agostino paragona questo stato al grido del corvo: “Cra, cra!” – “Domani, domani!”

Alcuni dicono: «Quando avrò ottant'anni, potrei anche andare in chiesa. Ma lasciami solo per il momento! Ci sono così tante cose interessanti che accadono nel mondo...». Cra, cra!

Sì. Ma la forza di certi va diminuendo. Il problema derivante da ciò è che come risultato non conosciamo Dio. Molto spesso proviamo fervore nelle nostre anime dopo aver letto il Vangelo o i Santi Padri: «Da questo giorno in poi eseguirò una vera preghiera!». Prego forse per uno, due o tre giorni, ma non succede nulla di speciale. «Il Signore non mi ascolta!» E la mia vita spirituale inizia a regredire. Per prima cosa, penso che in questo caso si sbagli approccio: «Ora inizierò a pregare, e il Signore dovrà darmi qualcosa per questo, una grazia che percepirò fisicamente». In realtà però, il Signore ci premia per lo stato dei nostri cuori e non per le nostre fatiche. La questione è che non abbiamo ancora conosciuto Dio. Il Signore soddisfa spesso i nostri desideri, purché non contraddicano il buon senso e non siano di questo tipo: «Voglio che la mucca del mio vicino muoia / la sua auto si rompa / mia suocera soffochi». Di recente un mio conoscente ha visitato il monastero Diveevo. Sebbene fosse scettico al riguardo, camminò lungo il canale santo della Madre di Dio e lesse tutte le preghiere necessarie. Con suo grande stupore – e forse scioccato, in senso buono –, si rese conto che non aveva bisogno di nulla da Dio, tranne una cosa: stare sempre con Lui. Disse: «Signore, non darmi niente. Portami via ogni bene terreno, ma per favore non prendere da me la gioia della comunione con Te». Successivamente, ho sentito la medesima storia da un'altra persona. Vedi, se fai seriamente degli sforzi per cambiare te stesso, e se ti rivolgi sinceramente a Dio, allora sei su una "stazione radio" completamente diversa con "reportage" completamente diversi.

Buone notizie.

Sì, le buone novelle del Vangelo. Abbiamo davvero bisogno di altre notizie?

 

Sfuggire al manicomio attraverso il digiuno.

 

P. Sergei, prendiamo [, ad esempio,] le nostre comunità ortodosse. Ho notato che viene prestata un'attenzione speciale e morbosa alle notizie associate ai miracoli. Credo che tu abbia affrontato la cosa in quanto prete. Si tratta di quando qualcuno è interessato ad avere il maggior numero possibile di miracoli, piuttosto che a riformarsi in Cristo. Questo interesse ha la stessa natura delle notizie secolari e scandalose?

Ovviamente. È la stessa natura, lo stesso desiderio di concentrarsi sulle cose esteriori invece di migliorare te stesso. Quando vengono in chiesa le persone cambiano aspetto: le donne sostituiscono i jeans con le gonne e coprono i capelli con il velo, e gli uomini si fanno la coda di cavallo e mettono su uno sguardo severo. Ma non puoi rimodellare facilmente la tua anima. Siamo tutti terribili ipocriti e abbiamo paura di ammetterlo con noi stessi. Siamo così ipocriti e riluttanti a mostrare i nostri difetti. Posso farli vedere ai miei cari a casa e posso prendermela con loro, ma se c'è uno sconosciuto nella nostra casa, che Dio non voglia! Cosa penseranno gli altri di me? Non ci importa però di ciò che Dio pensa di noi.

Purtroppo, non cambiamo. Cerchiamo di fare ogni sorta di compromesso. Ed è la stessa storia con le notizie: sostituiamo un tipo di informazioni con un altro, sebbene entrambi abbiano la stessa natura. Quindi stiamo solo ruminando un bolo differente.
Nella mia vita ho provato molti tipi di cibo: gustoso, sgradevole, quaresimale e così via. Finché lo mangiavo, non ho acquisito alcuna virtù, non sono diventato più (sobrio) astinente o meno irritabile. Invece, ogni volta che mi negavo qualcosa, notavo come le passioni non fossero onnipotenti, e che Dio può aiutarci a superarle.

Possiamo, dall'esperienza circa l'astensione da latticini e carne, suggerire che le persone trattino le ultime notizie come parte del digiuno?

Certamente! Il digiuno riguarda anche ciò. Questo è l'altro aspetto del digiuno. C'è il digiuno associato alle nostre diete e c'è il digiuno associato all'intrattenimento; e non è tutto, ci sono anche altre sfaccettature. Questa superficialità però è qualcosa che dovremmo assolutamente negarci durante il digiuno. Non ci può essere digiuno senza questo. Inoltre, nel periodo del digiuno, non sono la carne e i latticini che smettiamo di mangiare, ma è piuttosto il veleno che non devi mai bere se vuoi essere fisicamente e spiritualmente sano e non venire registrato per sempre nel nostro “manicomio” secolare.

Per quanto riguarda le informazioni, puoi lasciarle facilmente.

È sicuramente possibile, ma non è facile. L'ho verificato io stesso: nei primi giorni del digiuno è un po' difficile, ma poi scopri che nel mondo esistono libri. Inizi a prestare maggiore attenzione ai tuoi figli, a giocare con loro e a prenderti cura di loro. Il tuo sguardo diventa consapevole. Mi dispiace ogni volta che il digiuno finisce. Qual è lo scopo del digiuno? Abbiamo raggiunto un certo livello. Sento di non fare progressi senza digiunare. Una volta che il digiuno ricomincia, tuttavia, rendo il mio lavoro spirituale interiore ancora più intenso. Il digiuno mi ha spinto un poco più su, di mezzo gradino. Se riprendo la mia vita precedente dopo la fine del digiuno, cadrò di nuovo. Siamo chiamati a non essere "come tutti gli altri". Il nostro compito è percepire la nostra vita come un'ascesa verso Dio. Il digiuno aiuta molto, mentre la sete di notizie no. Ecco com'è la nostra finta follia. O almeno, è così che dovrebbe essere.

 

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Fonte: orthochristian.com/129669.html

Traduzione libera a cura di Milo (Giovanni) FellettiMilo Felletti.resized128 128Collaboratore — Sono nato nel 1993 a Bologna, città che mi ha visto crescere e dove tuttora risiedo. Nel 2018 ho iniziato a leggere il Nuovo Testamento e al termine di un percorso, durato 15 mesi, sono stato battezzato nella Chiesa ortodossa col nome di Giovanni. per hristos.it

 

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Note

[1] Apostichi dei vespri di lunedì nella prima settimana della Grande Quaresima. (Lenten Triodion, tr. by Mother Mary and Archimandrite Kallistos (Ware), p. 198).

[2] Dal servizio a S. Xenia di San Pietroburgo, Tropario tono settimo.

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