Su innocenza e saggezza

È pericoloso sviluppare il senno dimenticandosi della bontà, disprezzandola, o considerandola umiliante; e naturalmente persone del genere possono mandare in rovina la propria vita e quella delle persone che stanno loro vicine.

pavle di serbia resizedEssere veramente umani in questo mondo è proprio la stessa cosa che essere come una pecora tra i lupi, poiché il mondo intero giace nella malvagità (1Gv 5, 19). Io vi ripeto, ricordate: una pecora tra i lupi corre due pericoli. Primo, i lupi possono dilaniarla. Questo è, però, nelle mani di Dio. Secondo, una pecora può decidere che, quando si è circondati da lupi, non vi sia altra alternativa di salvezza che diventare come un lupo, aguzzare i denti, imparare a ululare, trasformare gli zoccoli in artigli e da pecora diventare lupo. Cristo non ci ha mandato per questo, ma, se si vuole, per potere trasformare i lupi in pecore di Cristo tramite la nostra fede e la nostra vita secondo la fede.

Cristo ci dice come salvarci da entrambi i pericoli: essere prudenti come serpenti e innocui come colombe (Mt, 10, 16). La saggezza vi eviterà di essere sbranati, e il candore e l'innocenza vi impediranno di diventare lupi. D'altronde, ciò significa che noi possiamo sviluppare sempre di più le nostre potenzialità mentali, all'infinito, ma alla condizione che, lungo questo percorso, noi siamo disposti a sviluppare anche la nostra bontà, la quale ci servirà da bilanciamento. In questo mondo, un uomo osserva ogni cosa così come fanno migliaia di occhi, così le mosche, così le api … ma con l'intelletto noi siamo in grado di vedere ciò che esse non vedono: la profonda spiritualità del mondo e l'eternità.

L'intelletto è però freddo. A volte fende l'essere vivente, trapassa il cuore. La bontà, al contrario, è calda ma non cieca. Vero è il detto popolare: «L'uomo gentile e quello stupido sono fratelli naturali». Vale a dire, se qualcuno è gentile ma non saggio, non solo la gente approfitta di lui, ma lo deride pure e lo porta a sbagliare. Dunque, affinché il senno non si trasformi in astuzia e la bontà in stupidità, noi abbiamo bisogno di tenere accostati senno e bontà. Questa sarà una persona veramente evangelica, una personalità ortodossa. Senno e bontà insieme.

È pericoloso sviluppare il senno dimenticandosi della bontà, disprezzandola, o considerandola umiliante; e naturalmente persone del genere possono mandare in rovina la propria vita e quella delle persone che stanno loro vicine. Tutti i grandi criminali e impostori hanno menti ben sviluppate, ad un grado più o meno elevato, notevoli capacità e perfino educazione.

E come ho già detto, la bontà di per sé è insufficente e deleteria. Ecco la soluzione per il Cristiano. Sviluppare l'intelletto donatogli da Dio, che, tra l'altro, ci rende differenti dagli altri esseri viventi, i quali posseggono solo l'istinto. Anche noi abbiamo l'istinto, ma possediamo anche il senno, donatoci dal Signore, e, tramite esso, Egli ha elevato noi al di sopra delle altre creature. E, ancora, noi abbiamo un cuore, e la volontà, e la libertà.

Possa il Signore insegnarci e aiutarci sempre ad avere e sviluppare sia la ragione sia la bontà per la Sua Gloria, per il beneficio delle nostre famiglie, della nostra patria, di tutta l'umanità, per la salvezza di noi stessi e di loro.

 

Da una raccolta di sermoni e interviste di Sua Santità il Patriarca Pavle di Serbia:
"Patriarca Pavle: Vivi in eterno".

 

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Fonte: orthochristian.com/131079.html

Traduzione libera a cura di Domenico Maria Managòsvetlana soboleva1Redattore - Sono nato in Calabria, nella piccola cittadina di Seminara (RC). Vivo da molti anni in Liguria nella provincia d'Imperia. Scrittore, poeta, musicista, autore di testi teatrali ed editore. per hristos.it

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