Pasqua: La Risurrezione

Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

resurrezione6«Il diavolo governa la razza degli uomini mortali, ma non in eterno; poiché quando sei stato posto nella tomba, o Potente, hai squarciato le sbarre della morte con la tua mano creatrice di vita e hai proclamato la vera liberazione a coloro che vi dormivano da secoli, poiché Tu, o Salvatore, sei diventato il primogenito dei morti.» (Pascha Nocturnes)

Dio avvertì Adamo che se avesse scelto di mangiare il frutto dell'Albero della Conoscenza, sarebbe morto (Genesi 2). Dio non ha mai detto che la morte fosse una punizione permanente o eterna. Sebbene la morte reclamasse tutti gli esseri umani, il suo potere ebbe termine quando Cristo morì e discese nel luogo dei morti. Cristo risuscita tutti i defunti, ponendo una fine perenne al regno della morte sull'umanità. Questa è la Buona Novella che il Cristianesimo proclama all'intera popolazione del mondo.

«Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.» (Romani 14: 7-9)

Nonostante la Buona Novella, molti scelgono, tragicamente, ancora la morte. Alcuni pensano che la guerra sia la risposta ai mali dell’uomo ‒ cosicché possiamo sconfiggere il male, satana, la morte uccidendo coloro i quali crediamo siano malvagi. Alcuni pensano che la morte sia l'unico modo per sfuggire al mondo e la scelgono per se stessi e talvolta per gli altri. Alcuni sono intrappolati nel loro stesso pensiero e credono che la propria morte o la morte di alcuni intorno a loro, siano l'unica via d'uscita dalla gabbia che li imprigiona. L'Ortodossia vede la morte come un male: la separazione da Dio. Cristo calpesta la morte con la sua stessa morte e ci mostra la via per rimanere uniti alla Fonte della Vita anche attraverso la sofferenza e la morte.

«Beati d'ora in poi, i morti che muoiono nel Signore.»

«Beati davvero», dice lo Spirito, «affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono!» (Apocalisse 14, 13)

Dopo la Pasqua, gli ortodossi benedicono le tombe dei loro cari defunti perché crediamo che siano vivi in Cristo ‒ sono benedetti. Cristo chiarì che coloro che consideriamo morti e sepolti sono vivi in Dio secondo quanto Egli disse:

«Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui». (Luca 20, 37-38)

Abramo, Isacco e Giacobbe morirono molto prima della venuta di Mosè, benché Dio parli di loro non col tempo (verbale) passato ‒ Io fui il loro Dio ‒ ma come se fosse ancora il loro Dio, poiché essi erano ancora vivi in Lui.

«Questo è il giorno della risurrezione. Lasciamoci illuminare dalla festa. Abbracciamoci. Chiamiamo "fratelli" anche quelli che ci odiano, e perdoniamo tutto con la risurrezione, e quindi gridiamo: Cristo è risorto dai morti, calpestando la morte con la morte, donando la vita a coloro che giacevano nei sepolcri». (Mattutino di Pasqua)

Per l'umanità non c'è giorno più gioioso della Pasqua. Noi siamo battezzati nella morte di Cristo e siamo risuscitati dai morti con Lui alla vita eterna. Conseguentemente, possiamo abbracciare tutti perché la morte non ha più potere su nessuno di noi. La morte non può separarci dal nostro Dio o da coloro i quali amiamo. La morte rimane il segno che qualcosa non va in questo mondo. In Cristo troviamo la nostra via per trionfare sulla morte e restare uniti al Datore di vita.

«L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte». (1 Corinzi 15, 26)

 

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Fonte: frted.wordpress.com/2017/04/15/pascha-the-resurrection-2017/

 

 

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