I Misteri o Sacramenti

La Chiesa Ortodossa non ha mai definito dogmaticamente il numero ufficiale dei sacramenti.

OrtodossiaLa Chiesa Ortodossa non ha mai definito dogmaticamente il numero ufficiale dei sacramenti. Nel periodo patristico non esisteva alcun termine tecnico per designare i sacramenti come categoria specifica di atti ecclesiali: il termine Mysterion era principalmente usato nel senso più ampio e generale di Mistero della salvezza, e soltanto secondariamente per distinguere le azioni particolari che conferiscono la salvezza. In questo secondo senso era usato in concomitanza con termini come riti o santificazioni.

La Chiesa Ortodossa non si legò mai ad una lista particolare di Misteri, infatti, molti autori, come Teodoro Studita nel IX secolo, considerò sacramenti: la Santa Illuminazione (il Battesimo), la Sinassi (l'Eucarestia), il Sacro Crisma, l'Ordinazione, la Tonsura monastica e l'Ufficio della sepoltura. Nel XV secolo il metropolita di Efeso, Joasaph, fa un elenco di dieci che comprende la Consacrazione di una chiesa, l'Ufficio funebre e la Tonsura monastica. San Gregorio Palamas proclama che «la nostra salvezza è interamente radicata in questi due sacramenti»: il Battesimo e l'Eucarestia.

Il Battesimo è il sacramento che apre la porta a tutti gli altri. Gli ortodossi praticano questo rito con tre immersioni integrali del candidato nella fonte battesimale, e con la formula in terza persona «Il Servo di Dio... (nome) viene battezzato nel nome del Padre, e del Figlio, e del Santo Spirito. Amìn». È da rilevare che in greco baptisma significa infatti "immersione". Immediatamente dopo si viene unti con il sacro crisma (Cresima), e ammessi alla Eucarestia.

La Chiesa ortodossa pratica il Battesimo di infanti e adulti come momento in cui uno nasce in Cristo. La persona che entra nella vasca battesimale non è vista come quella persona che ne emerge: un essere umano, che apparteneva al vecchio Adamo è introdotto, per la sua nascita naturale, alla nuova vita mediante la partecipazione al Battesimo, alla Cresima e Santa Comunione.

L'Eucaristia, o Divina Liturgia, è il sacramento che perfeziona il legame di comunione con Cristo, mediante la partecipazione al suo Corpo e al suo Sangue in cui si trasformano il pane e il vino consacrati dal sacerdote. Questo processo è chiamato trasmutazione. L'Eucaristia è celebrata con pane di frumento fermentato e non azzimo e vino rosso mescolato con acqua tiepida all'interno di un calice. La Comunione è distribuita sempre sotto le due specie, rispettando alla lettera il comando di Cristo «Prendete e bevetene tutti», «Prendete e mangiatene tutti».

Mentre i cattolici identificano con le parole di Cristo all'ultima cena la formula del sacramento che compie la transustanziazione, al contrario gli ortodossi identificano la trasmutazione nella conclusione del canone eucaristico, cioè l'Epiclesi o invocazione del Santo Spirito.

La Penitenza, intesa come la riconciliazione con la Chiesa per i peccati commessi dopo il Battesimo, originariamente fu concepita come un atto pubblico richiesto ai peccatori che erano stati ufficialmente scomunicati o avevano commesso azioni passibili di scomunica; dopo il IV secolo assunse la forma di confessione privata, seguita da una preghiera di assoluzione pronunziata da un sacerdote. Le varie forme di assoluzione che si trovano negli euchologia, e nei testi penitenziali ortodossi, sono tutte formule di preghiera: «In Oriente» scrive A. Almazov «si è sempre ritenuto che l'assoluzione si esprime mediante una preghiera e, anche se è usata una formula dichiarativa, essa implica che la remissione dei peccati è attribuita a Dio stesso».

L'Unzione degli infermi è data liberamente anche a coloro che soffrono solo spiritualmente. Non è mai stata riservata solo all'ultima ora (come era nell'estrema unzione occidentale), ma al contrario è data anche a tutti i fedeli in occasioni in cui si richieda soccorso spirituale.

L'Ordine è il sacramento che permette la nomina dei ministri della Chiesa, nei tre gradi di vescovo, presbitero e diacono. Solo il vescovo è eletto fra celibi (nella fattispecie monaci), mentre sacerdoti e diaconi possono esser scelti fra clero celibe e sposato indifferentemente, purché non siano persone in seconde nozze e non si sposino dopo l'ordinazione. I ministri sono eletti solo fra i maschi.

Il Matrimonio è il sacramento che unisce un uomo e una donna per sempre in un vincolo indissolubile d'amore. Per questo è assolutamente monogamico ed eterosessuale. Neppure la morte di uno dei due coniugi scioglie il vincolo del matrimonio. Solo il vescovo può decidere di ammettere i suoi diocesani a seconde o terze nozze, ma solo in casi particolarissimi. Il matrimonio come sacramento esige una libera risposta e implica la possibilità di un rifiuto ed errore umano; e che, dopo questo rifiuto colpevole o dopo un errore, il pentimento permette sempre un nuovo inizio. Questo è il fondamento teologico della tolleranza del divorzio nella Chiesa cristiana primitiva come nella prassi ortodossa.

 

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