Il Signore ha dato, il Signore ha tolto (Giobbe 1:21).
Fratelli, il giusto non tema nulla; tutto andrà bene per lui. L'intera Sacra Scrittura ci mostra che Dio non abbandonerà mai il giusto. L'esempio di Giobbe ce lo mostra chiaro come il sole. Giobbe aveva sette figli e tre figlie; aveva ricchezze, rispetto tra il popolo e amici. E perse tutto questo in un solo giorno. Non mormorò contro Dio, ma cadde a terra e adorò e disse: «Nudo uscii dal grembo di mia madre, e nudo vi ritornerò» (Giobbe 1:20–21). Poi Giobbe perse la salute, l'ultima cosa che aveva, e il suo intero corpo, dalla sommità del capo alla pianta dei piedi, fu coperto di piaghe e pus. E Giobbe sedeva nella cenere ed elevava lode a Dio. Sua moglie cercò di persuaderlo a rinnegare il suo Dio, ma il giusto Giobbe le disse: «Accetteremo il bene dalla mano di Dio e non accetteremo il male?» (Giobbe 2:10). I suoi amici lo rimproveravano, dicendo che era peccatore e superbo nella sua comprensione e giustizia dinanzi a loro, ma Giobbe pregava umilmente Dio e sopportava pazientemente tutte le sue ferite e sventure.
Accade oggi, come accadde allora, che quando qualche sventura ci colpisce, i nostri vicini si considerino più intelligenti e più giusti di noi. Ma il Sapientissimo Dio permise che tutte queste sventure cadessero su Giobbe per mettere alla prova non solo Giobbe, Suo servo, ma anche i suoi parenti e i suoi amici. Quando ognuno di loro ebbe mostrato che tipo di persona fosse, quando ognuno di loro fu stato provato dinanzi a Dio, allora Dio, con la Sua onnipotente destra, restituì la salute a Giobbe, gli rese il doppio della ricchezza che aveva tolto, e gli diede nuovamente sette figli e tre figlie.
Chi ha una fede forte, fratelli, ha una vista spirituale chiara, cosicché può vedere il dito di Dio nella sua prosperità così come nella sua sofferenza. Chi ha una fede forte ha anche grande pazienza nella sofferenza. Quando Dio dà a lui, egli ringrazia, e quando Dio toglie, egli benedice: Sia benedetto il nome del Signore (Giobbe 1:21).
O Signore, Dio del longanime e paziente Giobbe, insegnaci a benedire il Tuo nome nelle nostre sofferenze.
A Te sia gloria e lode nei secoli. Amìn.
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