Sull'orrore della natura alla morte di Cristo

La terra tremò e le rocce si spezzarono (Matteo 27:51). 

nikolai velimirovic6

Oh, quale terribile rimprovero contro l'umanità! Persino la natura inanimata riconobbe Colui che gli uomini non furono in grado di riconoscere. Tutte le cose mute tremarono e cominciarono a protestare, ognuna a suo modo e nel suo linguaggio. La terra muta trema — è il suo linguaggio. Le pietre si spezzano — è il loro linguaggio. Il sole ritira la sua luce — è il suo linguaggio. Tutta la creazione protesta a suo modo. Tutta la creazione è sottomessa a Lui, come lo era un tempo ad Adamo in Paradiso, perché tutta la creazione Lo riconosce, come riconosceva Adamo in Paradiso. Come sia che la creazione irrazionale Lo abbia conosciuto e Gli sia stata obbediente, non lo sappiamo. È una sorta di istinto interiore della creazione irrazionale, che le venne dalla Parola di Dio, dalla quale fu creata. Quell'istinto della creazione irrazionale è più prezioso della mente dell'uomo, quando questa è ottenebrata dal peccato.

Di tutte le cose che esistono, nulla è più cieco della mente dell'uomo, quando è ottenebrata dal peccato. L'uomo non solo non riesce a vedere ciò che è stato creato per essere visto, ma vede anche ciò che è contrario all'essere, contrario a Dio e contrario alla verità. Questi sono i gradi di una cecità oltre la cecità; questi sono numeri sotto lo zero. Questo è l'uomo più in basso della creazione. Poiché, mentre i sacerdoti di Dio a Gerusalemme non riconoscevano il loro Dio, le tempeste e i venti Lo riconoscevano; le piante e gli animali Lo riconoscevano; i mari, i fiumi, la terra, le pietre, le stelle, il sole e persino i demoni Lo riconoscevano. Oh, che vergogna è questa per l'umanità!

La terra tremò, le rocce si spezzarono e il sole nascose i suoi raggi, tanto per rabbia quanto per dolore. Tutta la creazione si addolorò per la pena del Figlio di Dio, della cui pena i sacerdoti di Gerusalemme si rallegravano. Protesta, dolore — e paura! Tutta la creazione fu spaventata dalla morte di Colui che le aveva gridato: «Sorgi dal nulla e gioisci della tua esistenza», come se volesse dire: «Con chi rimaniamo, e chi ci sosterrà ora che l'Onnipotente ha reso lo spirito?».

O fratelli, proviamo vergogna per questa protesta, questi dolori e questa paura della creazione muta! Con pentimento gridiamo al Signore, il Vincitore: «Perdonaci, o Signore Compassionevole, perché invero, ogni volta che pecchiamo e ti offendiamo, non sappiamo quello che facciamo».

A Te sia gloria e lode nei secoli. Amìn.

 

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