Sul riconoscere il Figlio dell'Uomo in mezzo a tenebre soverchianti

Veramente costui era Figlio di Dio (Matteo 27:54).

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Queste parole furono pronunciate dal centurione, che eseguì i suoi doveri coscienziosamente come un soldato. Per ordine dei suoi superiori, dovette sorvegliare il corpo di Cristo sul Golgota. Esteriormente agiva come una macchina, ma interiormente la sua anima era ben desta. Egli — un soldato romano, un pagano e un idolatra — vide tutto ciò che era accaduto al momento della morte di Cristo Signore, gridando: «Veramente costui era Figlio di Dio». Pur non conoscendo l'Unico Dio e non conoscendo la Legge e i Profeti, comprese immediatamente ciò che i sacerdoti dell'Unico Dio e le autorità della Legge e dei Profeti non furono in grado di comprendere! In questa occasione, si realizzò la parola di Dio: Per un giudizio io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono vedano, e perché quelli che vedono diventino ciechi (Giovanni 9:39). In verità, colui che era cieco nello spirito vide, e coloro che pensavano di poter vedere furono completamente accecati.

Era possibile che i capi giudei non vedessero il sole oscurarsi, né sentissero il terremoto, né notassero come le rocce si spaccavano, né vedessero che il velo del Tempio si era squarciato, né riconoscessero i molti santi che uscirono dalle tombe aperte e apparvero a Gerusalemme? Essi videro tutto questo, e furono tutti testimoni accurati di ogni cosa. Nondimeno, i loro spiriti rimasero ciechi e i loro cuori pietrificati. Tutte queste manifestazioni, terribili e straordinarie, probabilmente le interpretarono come farebbero oggi gli increduli — come coincidenze e illusioni. I pagani di tutti i tempi interpretano ogni cosa come una coincidenza o un'autoillusione ogni volta che il dito di Dio appare per rimproverare gli uomini, per dirigerli, o per informarli.

Il centurione romano Longino, che era quel soldato, vide tutto ciò che accadde senza pregiudizio, e sotto la Croce confessò la sua fede nel Figlio di Dio. La sua esclamazione non fu strappata accidentalmente dal suo cuore spaventato; piuttosto, fu la sua confessione di fede, per la quale egli in seguito depose la vita, per abbracciare una vita migliore nel Regno di Cristo.

O fratelli, quanto è grande questo centurione romano, che vedendo il Signore esanime crocifisso tra i ladroni sulla collina di immondizia del Golgota, lo riconobbe come Dio e lo confessò come Dio. O fratelli, quanto sono meschini quei cristiani che riconoscono il Signore come risorto, glorificato, Vincitore e Portatore di vittoria attraverso migliaia di Suoi santi, ma che nondimeno conservano nei loro cuori il dubbio come un serpente velenoso che li avvelena ogni giorno e seppellisce le loro vite nelle tenebre eterne.

O Signore Crocifisso e Risorto, abbi misericordia di noi e salvaci!

A Te sia gloria e lode nei secoli. Amìn.

 

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