Prologo
– In questo articolo attualissimo, il sacerdote Leonid Bartkov affronta una delle sfide spirituali più insidiose del nostro tempo: come pregare e custodire la propria anima nel fragore incessante delle notifiche digitali. L'autore non propone una condanna indiscriminata della tecnologia, ma un approccio patristico ("umano e sobrio") al suo utilizzo.
Bartkov ridefinisce il concetto ascetico tradizionale di "attività mentale" (umnoe delanie) nel contesto contemporaneo: oggi la "guardia della mente" non si esercita solo contro i pensieri malvagi, ma contro il multitasking, l'iper-connessione e la dipendenza dallo scrolling infinito. Attraverso consigli pratici per un "digiuno digitale" e suggerimenti su come usare lo smartphone come un'icona tascabile piuttosto che come un idolo, l'articolo traccia una via di uscita dalla prigione della distrazione verso la libertà della preghiera consapevole. Un vero manuale di sopravvivenza spirituale per l'uomo del XXI secolo.
L'«attività mentale» nell'epoca digitale è, innanzitutto, una lotta per l'attenzione e la sobrietà (nèpsis) dell'intelletto in mezzo alla cacofonia dei segnali digitali.
Nel nostro tempo, mentre il mondo corre vertiginosamente in avanti, arricchendosi di nuove tecnologie e possibilità, l'anima umana si trova davanti a una scelta non facile. Viviamo in un'epoca che senza esagerazione si può chiamare "digitale". Le nostre mani tengono costantemente dispositivi che diventano estensioni di noi stessi, i nostri pensieri sono spesso occupati dal flusso di informazioni proveniente dagli schermi, e l'udito capta continuamente i melodiosi, ma spesso distraenti, segnali delle notifiche.
Come conservare in questo rumore incessante, in questo vortice di impressioni digitali, la cosa principale — quella quieta vita interiore con Dio che si chiama preghiera? Come non perdere in questo flusso il tesoro prezioso: il legame con il Padre Celeste?
Cos'è l'«attività mentale» (umnoe delanie) nell'epoca digitale?
Prima di tutto, rivolgiamoci al concetto stesso di preghiera. Per il cristiano ortodosso la preghiera non è semplicemente una pronuncia meccanica di parole, ma una viva comunione con Dio, è il respiro dell'anima, l'acquisizione del Santo Spirito. I Santi Padri la chiamano «opera mentale» (o "attività dell'intelletto", umnoe delanie) o «Preghiera di Gesù». San Nilo del Sinai nella sua opera «Discorso sulla preghiera» scrive: «La preghiera è conversazione dell'intelletto con Dio»[1]. Non è una semplice attività mentale, ma una concentrazione spirituale, un'immersione nelle profondità del proprio cuore, dove abita Dio.
Nel mondo moderno l'«attività mentale» acquisisce nuove sfaccettature. Se prima i principali ostacoli sulla via della preghiera erano le passioni esteriori, la vanità mondana, le infermità fisiche, ora si sono aggiunti ad essi avversari nuovi, mai visti prima: le tentazioni digitali, il sovraccarico informativo, la presenza costante di contenuti di intrattenimento.
L'«attività mentale» nell'epoca digitale è, innanzitutto, una lotta per l'attenzione e la sobrietà (nèpsis) dell'intelletto in mezzo alla cacofonia dei segnali digitali. È l'arte di mantenere la concentrazione della propria ragione su Dio, nonostante le infinite notifiche a comparsa (pop-up), lo scorrimento dei feed e le possibilità di un consumo "rapido" dell'informazione.
Gli asceti del passato ci insegnavano a lottare contro la distrazione. Sant'Ignazio (Brianchaninov) nelle sue «Esperienze ascetiche» dice:
«La distrazione, tanto dannosa in generale, è particolarmente dannosa nell'opera di Dio, nell'opera della salvezza, che richiede vigilanza e attenzione costanti e tese»[2].
Nel nostro tempo la distrazione si moltiplica molte volte. L'intelletto, abituato a passare rapidamente da un'applicazione all'altra e a leggere messaggi brevi e superficiali, perde la capacità di una preghiera profonda e concentrata.
Come usare la tecnologia per il bene?
Tuttavia non bisogna cadere nella disperazione e rinunciare completamente alla tecnologia. La Chiesa, essendo un organismo vivo, ha sempre cercato di adattarsi alle condizioni mutevoli, usando tutto ciò che può favorire la salvezza spirituale. E le moderne tecnologie, con un approccio corretto, possono diventare nostre aiutanti.
Audio-preghiere e materiali spirituali audio
Oggi esistono molte risorse che offrono registrazioni di alta qualità di preghiere, akathisti, omelie, vite dei santi. Questo è particolarmente prezioso per chi ha difficoltà di lettura o per chi vuole pregare durante le faccende domestiche, in viaggio o quando gli occhi sono stanchi per lo schermo. Ascoltare audio-preghiere può aiutarci a sintonizzarci su un tono orante, a comprendere le parole della preghiera, a penetrarne il senso. È importante scegliere fonti verificate per non imbattersi in interpretazioni distorte o errori spirituali. Un buon esempio possono essere le registrazioni audio delle funzioni liturgiche lette da monaci o lettori esperti, così come le lezioni spirituali di teologi autorevoli.
Applicazioni con calendario e uffici divini
I moderni smartphone possono diventare assistenti affidabili nella nostra vita spirituale, se li usiamo correttamente. Esistono molte applicazioni ortodosse che contengono:
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Il calendario ecclesiastico con indicazione dei digiuni, dei giorni di memoria dei santi, delle letture quotidiane della Sacra Scrittura. Questo ci aiuta a vivere la vita della Chiesa, a essere al corrente degli eventi, a prepararci alle feste e ai digiuni.
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Testi delle funzioni liturgiche – per chi vuole seguire la funzione a casa o in viaggio.
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Libri di preghiera con la possibilità di cercare la preghiera necessaria, regolare la dimensione del carattere e creare preferiti.
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Articoli e istruzioni spirituali per rafforzare la fede.
L'uso di tali applicazioni permette di avere a portata di mano l'informazione necessaria, ricorda gli eventi spirituali importanti e favorisce così una pratica di preghiera più consapevole e regolare. È importante ricordare che questi sono strumenti, non sostituti dell'esperienza viva. Un'applicazione non può sostituire la presenza personale alla funzione liturgica o la viva comunione col padre spirituale.
Dirette online delle funzioni
Per coloro che per malattia o altre ragioni valide non possono recarsi in chiesa, le trasmissioni online delle liturgie dai siti ortodossi o dai canali delle chiese possono diventare una consolazione e un'opportunità per unirsi al comune corpo orante della Chiesa. Tuttavia, anche qui bisogna mostrare discernimento, affinché la visione non si trasformi in un intrattenimento passivo.
Consigli pratici per l'organizzazione di un «digiuno digitale»
Oltre all'uso ragionevole della tecnologia, è criticamente importante imparare a limitare la sua influenza negativa. L'organizzazione di un «digiuno digitale» è una scelta consapevole, volta a liberare tempo e attenzione per l'opera spirituale.
Presa di coscienza del problema
Il primo passo è ammettere che l'uso eccessivo dei gadget distrae realmente da Dio e dalla vita spirituale. Guardate il vostro comportamento: quanto tempo spendete a scorrere senza scopo i feed, a guardare brevi video, a comunicare nei servizi di messaggistica senza alcun beneficio spirituale? San Basilio il Grande insegnava:
«...nell'intelletto vi sono due forze: una forza malvagia, demoniaca, che ci trascina all'apostasia propriamente demoniaca, e una forza Divina, buona, che ci eleva alla somiglianza di Dio»[3].
Se il nostro intelletto è costantemente occupato dal mondo digitale, allora Dio non è in esso.
Cosa è necessario intraprendere?
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Definizione delle priorità: Decidete per voi stessi cosa è più importante: un intrattenimento fugace o la salvezza eterna? Quanto spesso troviamo il tempo per le preghiere del mattino e della sera, e quanto tempo se ne va per «controllare le notifiche»? Provate a riordinare le priorità. Introducete una regola: prima le cose spirituali, poi (se rimarranno tempo e forze, e sarà davvero necessario) l'attività digitale.
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Impostazione di limiti temporali:
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«Ore senza schermo»: individuate durante il giorno periodi in cui rinunciate completamente all'uso di smartphone e computer. Può essere il tempo al mattino prima della preghiera, il tempo del pasto, le ore serali prima di dormire.
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«Ore senza notifiche»: quasi tutti i gadget moderni permettono di impostare la modalità «non disturbare» o «focus». Usate queste funzioni durante la preghiera, il lavoro, il riposo. Proteggetevi dal ricevere costantemente nuovi messaggi.
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«Giorno festivo digitale»: provate una volta a settimana, per esempio la Domenica, a trascorrere un giorno senza Internet e social network. Certo, le realtà moderne a volte rendono impossibile il rifiuto totale, ma si può limitarne l'uso al massimo.
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Controllo delle fonti di informazione:
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Cancellate le app inutili. Se qualche applicazione vi provoca forte dipendenza o vi porta a vuoti sprechi di tempo, cancellatela senza paura. Ricordate che l'informazione si può ottenere anche in altro modo, più consapevole.
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Disiscrivetevi dal superfluo. Nei social e nelle chat disiscrivetevi da tutte le pagine pubbliche, gruppi e newsletter che non portano beneficio spirituale o semplicemente distraggono. Lasciate solo ciò che è veramente importante.
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Limitate il tempo sui social. Stabilite per voi stessi dei limiti all'uso giornaliero dei social network.
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Uso consapevole degli strumenti spirituali:
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Audio-preghiere solo per la preghiera. Se usate registrazioni audio, sintonizzatevi sulla preghiera. Non scorrete il telefono durante l'ascolto, non distraetevi con altre notifiche.
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Le app come aiutanti: usate le applicazioni con calendario e preghiere in modo consapevole. Non trasformatele in oggetto di studio costante, ma usatele solo come strumento ausiliario per la vita spirituale.
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Sostituzione: La cosa più importante in ogni limitazione è la sostituzione. Il tempo e l'attenzione liberati devono essere riempiti con qualcosa di più alto.
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Aumentate il tempo per la preghiera. Dedicate questo tempo non solo alla regola di preghiera comune, ma anche alla "preghiera di cella" [Preghiera personale (o privata)], alla preghiera di pentimento, alla preghiera per i cari.
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Lettura della Sacra Scrittura e della letteratura spirituale. Aprite il Vangelo, le Lettere degli Apostoli, le opere dei Santi Padri. Questo è cibo per l'anima.
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Opere di misericordia. Aiuto al prossimo, volontariato, cura della famiglia – tutto ciò che ci avvicina a Dio attraverso l'amore per l'uomo.
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Silenzio e contemplazione. Provate a trascorrere del tempo in silenzio, contemplando la bellezza della creazione di Dio, riflettendo sull'eternità.
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Guida spirituale: Non abbiate paura di rivolgervi al vostro padre spirituale per un consiglio. Lui vi aiuterà a definire confini individuali e vie di lotta contro la dipendenza digitale, tenendo conto della vostra situazione spirituale personale.
Il mondo intorno a noi cambia costantemente. Ma le leggi spirituali secondo cui vive l'anima umana restano immutabili. La preghiera è il fondamento della nostra fede, il nostro respiro, la nostra vita. Le tecnologie digitali, essendo uno strumento, possono sia favorire questo, sia ostacolarlo. La scelta sta a noi.
Cerchiamo dunque, secondo la parola dell'Apostolo Paolo, di «esaminare ciò che è gradito al Signore» (Ef. 5, 10), e sforziamoci di usare tutto ciò che ci circonda a Sua gloria e per la salvezza delle nostre anime. I nostri smartphone non diventino porte sul mondo della vanità e della distrazione, ma finestre sul mondo spirituale, e i segnali delle notifiche ci ricordino non le preoccupazioni mondane, ma la necessità di rivolgerci a Dio. Che l'«attività ragionevole» non si spenga in noi, ma, al contrario, si rafforzi in questa nuova, difficile, ma benedetta realtà.
La via verso la sobrietà nell'epoca delle tecnologie digitali è una via di scelta consapevole, di lotta costante e di speranza nell'aiuto di Dio. Ci aiuti il Signore in questa buona opera!
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