Prologo
– Il tempo scorre inesorabile davanti ai nostri occhi e spesso lo lasciamo sfuggire senza comprenderne il valore. Artemij Slëzkin ci invita a riflettere su come ogni momento della vita possa diventare occasione per il bene, la misericordia e l’incontro con Dio. Attraverso la parabola delle vergini sagge e stolte, l’autore ci mostra quanto sia importante vigilare e non sprecare i doni che ci sono stati dati, trasformando ogni gesto quotidiano in seme di eternità. Questo testo è un invito a misurare la nostra esistenza secondo la volontà divina e a riconoscere nell’amore verso il prossimo la vera ricchezza che dura per sempre.
Ma che cosa è stato fatto per l'eternità? Per la vita futura, dopo la morte? È proprio oggi, in questo preciso istante, che costruiamo la nostra dimora eterna.
Mi hanno regalato un orologio elettronico da polso con indicazione digitale dell'ora. L’orologio mostra la data, il giorno della settimana, le ore, i minuti e i secondi. Al lavoro ho l’abitudine di togliere l’orologio dal polso e di posarlo davanti a me, accanto al monitor, così da vedere costantemente lo scorrere del tempo sul piccolo schermo. La progressione incalzante del tempo si manifesta soprattutto nel mutare dei secondi. Le ore passano, misurando la vita vissuta, e osservando la corsa dei secondi, si comprende che il tempo ci trascina inesorabilmente verso il nostro epilogo, che sia vicino o lontano.
I piccoli secondi corrono come velocisti, passando il testimone ai minuti, i quali si intrecciano a formare le ore, e le ore fanno girare incessantemente la ruota delle date. Tutto corre in un ciclo: mattino, giorno, sera, notte. I giorni si uniscono a formare le settimane, queste i mesi, ed ecco che è già Capodanno, ecco un altro compleanno, per il quale non si sa se gioire o rattristarsi: il tempo della vita scorre via… Ma che cosa è stato fatto per l'eternità? Per la vita futura, dopo la morte? È proprio oggi, in questo preciso istante, che costruiamo la nostra dimora eterna.
Le vergini sagge e le stolte
Ahimè, per moltissimi non esiste alcuna realtà dopo la morte, ma soltanto questa vita, compressa in un "tunnel" di settanta o ottant'anni. E riusciamo persino a sprecare un'enorme quantità di tempo di questo "tunnel". Eppure, arriverà inevitabilmente un punto nel nostro percorso di vita in cui, guardando indietro e contemplando il nostro passato, comprenderemo con orrore di aver dissipato i secondi che ci erano stati concessi nella vacuità, nella vana agitazione e in altra inutile muffa spirituale. Forse, per ritrovare la saggezza, dovremmo rivolgerci al Vangelo, questo manuale per la vita eterna.
Nel Vangelo secondo Matteo, al capitolo 25, il Salvatore racconta la parabola delle vergini sagge e delle stolte:
«Allora il Regno dei Cieli sarà simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge. Le stolte, nel prendere le loro lampade, non presero con sé dell'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene". Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e cominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora» (Mt 25,1-13).
Nell'olio dei vasi i santi Padri vedono simboleggiata l'elemosina e le altre opere buone. Le vergini sagge avevano olio nei loro vasi per le lampade, olio che avevano versato in anticipo; cioè, quando ne avevano il tempo, lo avevano comprato dai venditori, distribuendo generosa elemosina e compiendo il bene verso gli altri. Le vergini stolte non avevano queste opere. E quando lo sposo tardò, tutte si addormentarono. Così, il tempo che avrebbe potuto essere impiegato per l'elemosina e altre opere buone è stato perduto dalle vergini stolte nella vana agitazione (nel sonno).
Nel sonno pesante della mancanza d'amore
Questa è l'immagine del sonno in cui molti di noi giacciono. Coloro che "vendono l'olio", cioè i bisognosi, ci implorano con le lacrime agli occhi: «Comprate!». Ma noi, tappandoci le orecchie, fuggiamo da loro. Non abbiamo tempo da perdere in queste piccolezze, abbiamo faccende mondane importanti, acquisti da fare, e non intendiamo affatto mettere i nostri soldi nelle mani sporche di qualcuno. «Li chiedono per l'alcol! Per la droga! Che vadano a lavorare, che non vivano alle spalle degli ingenui!». Quante giustificazioni per il nostro sonno profondo!
E il Signore, nel Quale non vogliamo credere? Che cosa dirà quando busseremo alla porta del Suo banchetto nuziale eterno? Quando noi, già presagendo qualcosa con un brivido nell'anima, supplicheremo: «Signore, aprici!». Ed Egli, il misericordioso e amante degli uomini, risponderà all'improvviso: «In verità vi dico: non vi conosco». Non conosco voi, che non Mi avete mostrato misericordia quando ne avevate il tempo e la possibilità, quando avevate salute, lavoro e mezzi.
«Cosa mi chiedete ora, quando il vostro treno è già passato e siete in ritardo? Vi ho dato così tanto: mezzi, tempo, persone che chiedevano e che erano nel bisogno. E tutto ciò che vi era richiesto era aprire il vostro cuore e ascoltare il Mio appello silenzioso: "tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25,40). E ancora: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro" (Mt 11,28). E voi, che cosa avete fatto? Vi siete distolti da Me, come se non Mi conosceste, e siete passati oltre con indifferenza davanti alle Mie mani tese che vi chiedevano aiuto. Non vi siete curati di darmi da mangiare quando avevo fame, di darmi da bere quando avevo sete, di vestirmi quando ero nudo. Di cosa avete vissuto allora? Di vanità? Allora perché ora Mi chiedete di farvi entrare nel Mio Regno? Io non vi conosco, voi tutti operatori di iniquità».
Quanto poco è necessario per aiutare qualcuno!
Sarà terribile sentire tali parole dal Creatore dell'universo, e allo stesso tempo dall'Essere a noi più caro e vicino. Come fare, dunque? Cosa fare affinché Egli abbia pietà di noi?
La risposta è evidente. Ogni secondo del tempo che mi è concesso deve essere dedicato a Gesù e a coloro che a Lui piacerà mandarmi. Se mi manderà un senzatetto affamato, lo nutrirò con un pasto caldo. Se mi manderà un malato, lo visiterò, terrò la sua mano nella mia, lo consolerò, ascolterò pazientemente i suoi lamenti. Forse sarò l'unico con cui potrà sfogarsi. Se mi manderà un carcerato, gli scriverò una lettera, lo ascolterò, lo sosterrò in Cristo, gli preparerò un pacco perché lui e i suoi compagni di cella possano trovare un po' di gioia. Ogni anima è un'anima viva!
Da queste piccole opere di bene si tesse la stoffa del mio futuro. Ah, tempo! Quanto poco ne serve, a volte, per aiutare qualcuno! E nella prospettiva della vita eterna, questi miei minuti personali, intrecciati nella vita di un altro, forse compenseranno i miei giorni e le mie settimane vuote, spesi in divoratori di tempo come la televisione e internet.
Opere fuori dal tempo, al di sopra del mondo
I secondi, che scandiscono come noci schioccate i giorni sull'orologio digitale, sono l'indicatore della temporalità di tutto ciò che è materiale. Ma ci sono realtà non soggette a questa temporalità martellante. Sono l'amore, la bontà e la tenerezza verso il prossimo, la sincerità, la disponibilità, la fedeltà, il sacrificio di sé, la pazienza, il perdono, l'umiltà, il pentimento davanti a Dio per i peccati commessi. Tutte queste realtà sono al di sopra del mondo, fuori dal tempo. Esse, pur avendo il loro fondamento sulla terra, non hanno fine, perché sono echi del mondo eterno futuro. Il mondo per il quale ognuno di noi è stato chiamato, per il quale è stato ammesso in questo mondo terreno.
Ricordiamoci di Dio più spesso, preghiamolo più spesso. Le preghiere sono fili d'acciaio ininterrotti con cui cuciamo noi stessi all'eternità. Finché vivo di Dio, respiro Dio, mi ricordo di Dio e Lo prego, sono veramente colmo di una realtà beata e non terrena.
Davanti al Volto del Sovrano
Guardo l'orologio. Eccoli, i piccoli secondi, che contano inesorabilmente ciò che è stato vissuto e allo stesso tempo riducono la distanza tra il me di oggi e il me di domani, morto.
Il mio cuore un giorno si fermerà, ma i secondi sul mio orologio continueranno a misurare il tempo di una vita che non sarà più la mia.
Se sulla terra avrò vissuto la mia vita per gli altri, se avrò donato minuto dopo minuto gli anni della mia vita a coloro che di quei minuti avevano bisogno, allora, per la misericordia di Dio, l'eternità mi abbraccerà con gioia...
Entrerò in una dimensione assolutamente incredibile, per me ancora incomprensibile, una dimensione dove il tempo, la corruzione e la morte perderanno ogni forza e ogni potere, e dove l'unica legge dell'esistenza sarà la mia comunione, o non comunione, con il Signore Gesù Cristo.
Se sulla terra avrò vissuto la mia vita per gli altri, se avrò donato minuto dopo minuto gli anni della mia vita a coloro che di quei minuti avevano bisogno, allora, per la misericordia di Dio, l'eternità mi abbraccerà con gioia, mi stringerà a sé e mi introdurrà nella dimora preparata per me. E se invece il tempo sarà stato dissipato senza senno, sprecato davanti alla televisione e ai videogiochi, per la moda e altre sciocchezze, nella vanità e nel vuoto? Se non avrò incontrato Dio nel breve arco di tempo che mi è stato concesso? Dio mi scampi dalla sorte a cui io stesso mi condanno!
Allora, trovandomi davanti al volto di Cristo, supplicherò con tutte le mie forze che mi venga restituito il tempo perduto per sempre. Ma si può forse nascere due volte? Non è forse meglio, proprio adesso, mentre leggete queste righe, mentre il vostro cuore batte e i secondi sui vostri orologi staccano pezzi dalla torta della vita, riflettere sulla vostra personale eternità? Riflettere e cominciare a vivere come Dio desidera da voi.
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Fonte: pravoslavie.ru/172894.html
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