Prologo
– La Risurrezione di Cristo, definita dalla tradizione patristica come il «Prazdnik prazdnikov» (la Festa delle feste), reca in sé un paradosso che interroga profondamente la storia e la fede: perché il Signore Risorto scelse di apparire per primo alle donne? In questo articolo, il sacerdote Basilio Kutsenko esplora il coraggio e la fedeltà incrollabile delle Mirofore. Mentre gli Apostoli erano vinti dallo sgomento e dal dubbio, queste donne rimasero accanto al Maestro fino alla Croce e oltre il sepolcro, sfidando l'oscurità e i pregiudizi sociali del tempo. Affidando a loro il primo annuncio della vittoria sulla morte, Cristo compie un atto di profondo riscatto spirituale, trasformando la debolezza in una forza mossa dal Santo Spirito e l'antico dolore di Eva nel gioioso annuncio dell'apostolato universale.
Perché il Risorto apparve per primo alle donne?
La Risurrezione di Cristo è definita la festa delle feste e il trionfo dei trionfi. La Pasqua è il giorno più solenne dell’anno liturgico. Tutti noi, cristiani ortodossi, attendiamo con impazienza questo giorno, o meglio questa notte, per incontrare il Signore Risorto in modo simile alle Mirofore. Tuttavia, tra noi e queste donne, che giunsero al sepolcro di Cristo sotto il velo della notte per ungerne il corpo con aromi funebri (o mirra, da cui il nome di «Mirofore»), esiste una differenza profonda. Quale?
Un amore privo di dubbi
Noi conosciamo la Risurrezione e ci prepariamo a essa con un lungo periodo di digiuno. Quelle donne, invece, che avanzavano guardinghe nel silenzio notturno, sapevano solo una cosa: il loro amato Maestro era stato tradito e crocifisso. Erano tormentate da un unico pensiero: «Chi ci rotolerà la pietra dall'ingresso del sepolcro?». L’accesso alla grotta dove era stato posto il corpo di Gesù Cristo era ostruito da un masso enorme; le forze femminili non sarebbero bastate a smuoverlo. Non sarebbero bastate le forze fisiche, ma furono sufficienti le forze spirituali per compiere un cammino iniziato molto prima degli eventi descritti.
Il Vangelo di Luca parla delle donne che seguivano Cristo insieme ai discepoli uomini: Maria Maddalena, Giovanna, moglie di Cuza, amministratore del re Erode, Susanna «e molte altre che Lo servivano con i loro beni». Le discepole seguirono il Signore sino al Golgota, assistendo alla crocifissione, e si recarono poi al luogo della sepoltura, «osservando il sepolcro e come vi era stato deposto il Suo corpo».
Mentre i discepoli fuggivano impauriti dal Getsemani e l’apostolo Pietro Lo rinnegava, solo le donne rimasero fedeli e seguirono il Maestro fino alla fine. Esse divennero così le prime testimoni della Risurrezione del Signore Gesù Cristo: videro la pietra rotolata, il letto funebre vuoto e gli Angeli che annunciavano: «Cristo è risorto!».
Possiamo solo immaginare cosa accadesse in quegli istanti nelle loro anime. Erano andate per piangere un Maestro morto, ma trovarono un sepolcro vuoto. Avevano assistito alla terribile esecuzione della croce. Erano perplesse: «Come può Colui che guariva ogni malattia, scacciava gli spiriti maligni e persino resuscitava i morti, essere stato Egli Stesso consegnato alla morte?». Era forse crollata la speranza che il loro Maestro fosse il Messia, il Salvatore promesso da Dio? Eppure, l’amore era più forte del dubbio, ed è per questo che esse corrono al sepolcro per vedere un’ultima volta Colui che era stato schernito e ucciso.
Vi erano però altri uomini che avevano seguito Cristo sin dal principio: gli Apostoli. Uno di loro, Giuda Iscariota, Lo tradì; un altro, Pietro, giurò di non conoscerLo; gli altri fuggirono terrorizzati. Solo uno di loro, il discepolo prediletto, l’apostolo Giovanni, seguì il Signore fino al Golgota. Tutti gli altri erano vinti dal timore.
Coloro ai quali Cristo aveva parlato più volte della sofferenza, della morte e della Risurrezione, Lo abbandonarono nell’ora più buia. In quel momento emersero figure che non avevano, per usare un termine moderno, pubblicizzato la propria appartenenza: membri del Sinedrio quali Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Erano discepoli occulti di Cristo ma, nel giorno della crocifissione e della morte del loro Maestro, decisero di non nascondersi più.
Giuseppe si reca dal procuratore Ponzio Pilato chiedendo il permesso di seppellire Cristo, aiutato in questo da Nicodemo. L’accusa mossa a Gesù — di «corrompere il popolo e impedire di dare tributi a Cesare, chiamandosi Cristo Re» — era assai grave. Ciò significa che Giuseppe e Nicodemo affrontarono un rischio altissimo, ma l’amore per Cristo si rivelò in loro più forte della paura per la propria vita.
Una fedeltà reale
Gli Apostoli sembrano per un istante scomparire dalla scena. Erano talmente scossi e moralmente abbattuti da chiudere a chiave le porte della casa in cui si riunivano per timore dei Giudei. Una trama simile sarebbe stata difficile da inventare: perché gettare un’ombra su coloro che in seguito sarebbero diventati i pilastri della Chiesa? Inoltre, udendo la notizia della Risurrezione, gli Apostoli non vi credettero. Cristo Stesso li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, per non aver compreso le antiche profezie sulla Sua morte e Risurrezione.
Credono invece le donne giunte al sepolcro nel cuore della notte. Esse credono e ricevono da Cristo il comando di annunciare ai discepoli che la morte è stata vinta dalla Risurrezione!
Il Signore appare a coloro ai quali meno si sarebbe creduto, rendendole le «prime apostole» del Risorto.
Questo è un altro punto cruciale che sarebbe stato impossibile inventare. Perché? Perché la società giudaica del tempo era patriarcale e il ruolo primario spettava all'uomo. Ciò si manifestava anche nel fatto che la testimonianza di una donna era considerata assai meno attendibile di quella maschile. Eppure, le donne diventano le prime testimoni della Risurrezione di Cristo. Il Signore appare a coloro ai quali meno si sarebbe creduto, rendendole le «prime apostole» del Risorto. Come un tempo il peccato iniziò da Eva, che prestò fede alle parole del serpente tentatore, così l'annuncio della Risurrezione inizia a diffondersi attraverso le Mirofore.
Osservando attentamente i racconti evangelici sulle prime apparizioni del Signore Risorto, si possono notare alcune divergenze di dettaglio. L’evangelista Matteo scrive dell’apparizione dell’Angelo e poi di Cristo a tutte le Mirofore; Marco parla dell’apparizione di un Angelo e poi di Gesù a Maria Maddalena: «Risorto al mattino nel primo giorno della settimana, Gesù apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni».
Luca narra delle apparizioni angeliche alle Mirofore, poi di Cristo ai due discepoli sulla via di Emmaus e infine dell’apparizione a Pietro. Giovanni si concentra sull’apparizione degli Angeli e del Salvatore Risorto a Maria Maddalena.
Ciò che è certo è che le prime a ricevere dagli Angeli l’annuncio della Risurrezione di Cristo, e a vedere Lui Stesso, furono proprio le Mirofore.
Le differenze nei dettagli depongono a favore dell'autenticità dei Vangeli. La notizia della Risurrezione fu talmente inaspettata e gioiosa che il fatto stesso — Cristo è risorto, non è più nel sepolcro — fece passare in secondo piano l'ordine esatto degli avvistamenti. Sapere chi vide per primo il Signore Risorto non era la questione primaria. L'essenziale era che il Signore fosse risorto e che la fede in Lui risplendesse di una luce nuova — la Luce della Risurrezione.
Così gli Evangelisti trasmettono gli eventi di quella domenica. Le Mirofore annunciano la gioiosa vittoria di Cristo sulla morte; gli Apostoli ritrovano la fede nel Maestro e il timore verso i Giudei cede il passo alla gioia. Amìn.
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Fonte: saratov-eparhia.ru/articles/cerkov/svidetelnicy-voskreseniia
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