Ammonizione a ogni uomo semplice e contadino

Prologo

– Il brano che segue è un’opera monumentale di esortazione spirituale e resistenza culturale, scritta da Nektarios Terpos (1691–1740), monaco e missionario epirota che operò instancabilmente nei Balcani sotto il giogo ottomano. Tratto dalla sua opera Pistis (Fede), questo testo non è solo una guida teologica, ma un vero e proprio manuale di sopravvivenza per i cristiani insidiati dalla tentazione dell'apostasia e dell'islamizzazione. Attraverso la potente "Parabola dei dieci castelli", Terpos ricapitola la storia della Salvezza — dalla caduta di Lucifero all'Incarnazione di Cristo — per poi calarsi in un’analisi cruda e paterna delle sofferenze quotidiane dei suoi contemporanei. La sua prosa, diretta e pulsante del Phronema della Chiesa Ortodossa, invita alla fermezza assoluta: meglio vivere in povertà, digiuno e schiavitù temporale piuttosto che perdere il tesoro della grazia divina. Egli smaschera l'illusione della "criptocristianità" di facciata e richiama alla confessione pubblica e luminosa del Verbo incarnato, ricordando che solo attraverso la «metabolè» interiore e la pazienza si conquista il Regno di Colui che ha calpestato la morte.


Nektarios Terpos 16911740Un re edificò dieci castelli e pose dei generali e molto popolo in ciascun castello. Passato del tempo, un Capo a comando di un castello decise di ribellarsi e si oppose, rifiutando di ubbidire all'ordine del re e di versare i tributi consueti. Non solo si oppose, non rendendo omaggio al re e creatore di tutti i castelli, ma fuori dalle mura iniziò a dominare terre e popolazioni numerose, ponendoli sotto il suo potere affinché lo venerassero come sovrano. Cosa fece allora quel grande re? Inviò governatori e generali per combattere l'apostata e superbo. Tuttavia, scatenate le guerre, gli inviati furono sconfitti e non riuscirono a compiere alcuna prodezza; anzi, molti furono catturati dagli apostati che, tormentandoli, ne uccisero alcuni con la spada, altri li segarono e altri ancora li arsero nel fuoco della fornace.

Vedendo il grande ed Imperatore supremo che i suoi messaggeri non avevano ottenuto alcun successo degno di lode, uscì dal grande castello e discese verso il castello inferiore, ovvero nel paese della disobbedienza; assalendo i nemici, frantumò le porte del castello e disperse pietre e torri portandole alla rovina, secondo quanto dice Davide: Il Signore è forte in guerra. Egli è il Re della gloria. Catturò quindi il capo apostata, gli legò mani e piedi con catene indissolubili e lo gettò in una prigione oscura con tutta la sua schiera, affinché fosse tormentato in eterno secondo l'empietà della sua apostasia.

Orbene, chi è il grande re? Quali sono i dieci castelli? Chi è l'apostata e chi sono coloro che lo hanno adorato come sovrano? E chi inviò il grande re in guerra, che morirono senza ottenere vittoria terrena?

Il grande Re dei re è il Dio dell’universo, il Signore Gesù Cristo, crocifisso per noi. I dieci castelli sono le dieci schiere degli Angeli. L’apostata è il diavolo con la sua legione, e la prigione oscura è l’inferno. I capi e condottieri sono i profeti, i quali annunciarono e confessarono Cristo come Dio vero, versando il proprio sangue per il Suo amore.

La decima schiera apostatò, cadde e da Angelo divenne diavolo insieme alla sua coorte; ingannando il mondo, resero tutti idolatri. Non potendo più il Benevolo Iddio tollerare di vedere la Propria creatura sviata dal principe delle tenebre, dico dal diavolo, che la trascinava col suo logos nel fuoco eterno, Egli discese dai cieli come Dio qual è, compiendo ciò che voleva. E l’Incorporeo s'incarna dalla Santa Vergine e Theotokos Maria, e l’Amante degli uomini divenne uomo per il nostro amore, come Egli Stesso dichiara nel Suo Santo Vangelo secondo Giovanni, al capitolo sesto: Perché sono disceso dal cielo. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo. Gesù disse loro: io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.

Perciò, o benedetti cristiani, dobbiamo con intenzione pura e certissima credere nel Signore nostro Gesù Cristo, Dio vero. E ciò non solo perché Cristo ce lo ha confermato con la Sua bocca benedettissima — Egli che è il Creatore del cielo e della terra — ma anche perché tutti i profeti, ispirati dal Santo Spirito, hanno testimoniato e confermato che Cristo è Dio vero.

Ecco il Re-Profeta e salmista Davide che dice nel Salmo 71: Il Signore deve discendere dai cieli sulla terra come pioggia soffice che non fa rumore. Ciò indica che Egli ha «custodito l'integrità»; dico che Dio è disceso nella Vergine, ed ella è rimasta Vergine.

Confessiamo dunque con fede il Dio e Signore Gesù Cristo dinanzi a tutti, come ci comanda Cristo Stesso nel Vangelo secondo Matteo, al capitolo decimo: Chiunque mi riconoscerà e mi proclamerà davanti agli uomini come Dio di tutto, anche io lo riconoscerò come mio figlio ed erede del mio Regno, nel tempo in cui scenderò a giudicare tutto il genere umano, e lo porrò in Paradiso perché gioisca eternamente nella luce senza tramonto.

E ancora: Chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anche io — quando verrò con gloria per compiere il mio giusto e ultimo giudizio — non lo riconoscerò come mio, ma lo manderò nel tormento eterno con i demoni, nel fuoco eterno.

Ahimè, poveri quegli sventurati infedeli e coloro che rinnegano Cristo! Come scamperanno a quella sentenza tremenda e terribile? Secondo Paolo: È cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente.

Vi prego, figli benedetti di Gesù Cristo, non lasciatevi ingannare e non sviatevi per due denari al giorno, tradendo la fede immacolata e certissima di Cristo nostro Dio. Non permettete che siate uditori di quella parola spaventosa e terribile di Cristo, che dice nel Vangelo di Matteo, capitolo venticinquesimo: Andate lontano da me nel fuoco eterno, che ho preparato per il diavolo e per i suoi demoni. Andate dunque ad essere tormentati con loro per sempre, poiché avete compiuto la loro volontà e non la mia. E anche: Allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. E nel Vangelo secondo Luca, al capitolo tredicesimo, il Signore comanda: Andate via da me voi tutti, operatori di ingiustizia, andate nel fuoco eterno, poiché lì sarà il pianto incessante e lo stridore di denti.

Poiché non vi è peccato peggiore e più abominevole davanti a Dio dell’infedeltà e del rinnegamento di Cristo

Vi supplico per l'amore di Cristo di non dover udire tali parole, ma di ascoltare quel discorso benedetto: Venite, benedetti del Padre mio, a ricevere in eredità e a gioire in eterno nel Regno del Paradiso. Questo dobbiamo amare e da questo non dobbiamo mai separarci. Poiché non vi è peccato peggiore e più abominevole davanti a Dio dell’infedeltà e del rinnegamento di Cristo, come ordina quella bocca infallibile di Cristo: Ogni peccato sarà perdonato agli uomini, ma la bestemmia contro il Santo Spirito non sarà perdonata. Perciò vi comando di non separarvi mai dalla Santa Fede e dalla Chiesa cattolica [universale] di Cristo, neppure per risparmiare il pagamento del tributo (kharadj); piuttosto, ciascuno si governi come cristiano, figlio e amico del nostro Dio, in ogni modo possibile. Sia pur servo o bracciante dei Turchi, ma non diventi turco, affinché diventi sovrano nell'altra vita, secondo la parola del Signore: Chi vuole diventare grande e onorato in Paradiso, scelga di essere qui in questo mondo il più piccolo e l'ultimo di tutti. Umiliamoci dunque secondo il mitissimo Davide: Io sono verme e non uomo, obbrobrio degli uomini e disprezzo del popolo.

Dunque, io voglio indicarti un’arte per pagare il tuo tributo con facilità e non diventare turco né apostata di Dio, estraneo alla Santa Chiesa di Cristo. Primo: lavora più di quanto eri abituato; secondo: frenati nel cibo e nel bere. Se meditavi di comprare una misura di pesce, di carne, di vino o d'olio, prendine solo la metà per il bene della tua anima e del tuo corpo; che il tuo copricapo sia più umile e la tua cintura di cotone o di cuoio. E non solo cintura di cuoio e berretto modesto, ma cingiti anche con un filo di giunco piuttosto che diventare turco. Guarda i benedetti sudditi di Cristo, i cristiani della provincia di Trikala e di Maskolouri: il loro copricapo è di stoffa povera, di lana grezza, e perfino bianco, comprato per pochi spiccioli, sia dai poveri che dai benestanti. Tuttavia sono tutti cristiani benedetti e santificati, perché sono rimasti saldi nella fede di Cristo.

Invece coloro che si trovano qui, verso le terre dell'Illirico, dell'Albania e della Morea, per una piccola necessità (ahimè!) negano il Signore della gloria, Gesù Cristo e Dio di tutti, e per le tasse donano due ducati in più per l’abito vistoso. Per altri paramenti, pantaloni larghi, ricami splendidi, coltelli argentati e fucili decorati, per queste cose non badano a spese; ma per la fede di Cristo e per il Paradiso non vogliono dare nemmeno sei monete all'anno, o anche meno. Questi infelici si separano da Cristo ancor prima che Egli compia il Suo giusto giudizio. Dove vai, misero? Dove? Non scamperai al giudizio di Dio, secondo la Sua sentenza in Matteo: Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare al giudizio della Geenna? Ovvero, o serpenti fuorilegge e figli della vipera, come potete pensare di scampare alla sentenza del tormento eterno? Non udite il Vangelo dove Cristo comanda che chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato?

Ecco che il Santo Vangelo ci istruisce dicendo: Vegliate e pregate, perché non sapete né il giorno né l'ora in cui il Figlio dell'uomo verrà. Perché dunque rimandi e dici: "Presto mi pentirò"? [...] Sappi che Dio non ha creato l’inferno per gli uomini, ma per i diavoli e per coloro che li seguono compiendo la loro volontà.

Mai nei secoli dei secoli l’infedele e colui che non è battezzato potrà entrare in Paradiso e conquistare il Regno celeste, poiché Cristo stabilisce: Se uno non nasce da acqua e da Santo Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. 

O buon uomo, se sei uomo come dici, rifletti attentamente: quanti anni hai ancora da vivere qui? Non sai forse, come hai visto accadere a molti tuoi vicini, cosa sia successo improvvisamente e quanto inaspettatamente siano morti? Ecco che il Santo Vangelo ci istruisce dicendo: Vegliate e pregate, perché non sapete né il giorno né l'ora in cui il Figlio dell'uomo verrà. Perché dunque rimandi e dici: "Presto mi pentirò"? No, per il nome di Dio, non dirlo, poiché la tua anima non è in tuo potere, ma è nelle mani di Dio. Tuttavia, per salvarla nel Paradiso o per mandarla all'inferno, sei tu l'arbitro. Il Benevolo Iddio ti ha reso libero di scegliere ciò che vuoi, sia il bene che il male. Vuoi stare con gli Angeli e i Santi in Paradiso o con i demoni e i peccatori nel fuoco eterno? Sappi che Dio non ha creato l’inferno per gli uomini, ma per i diavoli e per coloro che li seguono compiendo la loro volontà. Tutti gli uomini che credono in Cristo come Dio dell’universo e ne custodiscono i comandamenti, entrano in Paradiso per decreto divino, come Egli Stesso afferma: Chi crede in me, anche se muore, vivrà.

Dunque fuggi, o uomo, dove i tuoi occhi vedono; attraversa il vasto mare, va' in confini stranieri e in altri regni, ma non diventare turco. Qualunque patimento o sofferenza tu subisca, anche se ti distruggono e ti prendono ogni avere o ti torturano per qualunque pretesto, resisti virilmente nella fede di Cristo e grida a gran voce con l'apostolo Paolo: Chi potrà mai separarmi dall'amore di Cristo? Né tribolazione, né angustia, né alcun tipo di castigo o tormento del mondo, né re, né ricchezza, né povertà, né tutta la forza dei demoni potranno separarmi dal mio Cristo e Dio. Per non dilungarmi, il divinissimo Paolo era così saldo nella fede di Cristo che disse: Se anche gli Angeli del cielo venissero a dirmi: "Paolo, separati da Cristo", io non li ascolterei né crederei loro.

Vedete, o cristiani, quanto era magnanimo Paolo? Un uomo anch’egli come noi, anzi prima era infedele ed ebreo, ma poi divenne fedele, araldo del Vangelo, maestro e patriarca di tutto il mondo e sostegno di tutte le Chiese. Ed ecco cosa ci comanda lo stesso Paolo ai Colossesi: Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra; voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.

Se questo Paolo e molti altri che erano infedeli hanno creduto nel Dio vero, il Signore nostro Gesù Cristo, per noi volontariamente crocifisso, quanto più noi dobbiamo credere con maggior fervore, noi che siamo cristiani battezzati? E voi da fedeli divenite infedeli? Non sia mai, per il nome della Vergine-Madre e Theotokos. Considerate l'apostolo Andrea, l'apostolo Giacomo, il santo Andronico e sua moglie la santa Atanasia, i quali erano ricchi e distribuirono tutto ai poveri. Aprirono le porte delle loro case per trovare le porte del Paradiso aperte, e divennero monaci. Considerate i martiri per amore di Cristo: santo Eulampio e sua sorella Eulampia, santa Zenaide e sua sorella Filonilla, san Teofane, san Paolo e sua sorella sant’Agatonia, san Sarbelio e santa Bebeia. E i cinque fratelli: Cosma, Damiano, Leonzio, Antimo ed Euprepio. E san Terenzio con la moglie Neonilla e i loro sette figli.

Vedete, in un solo mese ho trovato così tanti fratelli e coniugi martirizzati per amore del nostro Salvatore Cristo. Quanti altri ancora vi sono negli altri undici mesi: padri e figli, madri e figlie, zii e nipoti, che hanno versato il loro preziosissimo e santo sangue per la fede di Cristo.

E ora vedo ciò che avrei preferito non vedere né sentire: i figli di Dio che diventano figli del diavolo; coloro che erano illuminati che diventano oscurati; coloro che furono lavati dal santo Battesimo che si sono contaminati; i degni fatti indegni; i figli della Santa Chiesa che diventano figli della maledizione. Gli unti sono divenuti non unti; coloro che erano pronti per il Regno dei Cieli sono ora pronti per gli abissi dell'Ade. La gioia degli Angeli è divenuta zimbello dei demoni; i veri amici e discepoli di Cristo sono divenuti servitori di satana. I figli della Vergine Tutta-Pura sono divenuti figli del peccato e seguaci del falso profeta e ingannatore Maometto; figli della benedizione divenuti figli dell'ira e della maledizione. Coloro che erano destinati al Paradiso corrono incessantemente verso l'abisso. Ahimè! Quali grandi e amarissimi tormenti li attendono, come hanno detto i profeti, gli apostoli e i Santi Padri teofori della Chiesa. E soprattutto lo ha detto Colui che ha creato il cielo e la terra, il Signore Gesù Cristo, Dio dell’universo, nel Vangelo secondo Matteo: Via da me, maledetti, nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché io non vi ho abbandonati, ma voi mi avete lasciato; io non vi ho scacciati, ma voi stessi vi siete allontanati.

Vi prego ancora, benedetti, per la compassione del nostro Salvatore Cristo e per le Sue cinque e immacolate piaghe che subì volontariamente sulla preziosa Croce per darci l’esempio di sopportare con pazienza per il Suo amore. Questa sofferenza passeggera ci apparirà poi come gioia grande ed eterna esultanza in Paradiso con i Martiri coraggiosi. Guardate alla fede salda della vergine Eufrasia: quale coraggio e quale sapienza! Essendo esseri umani di carne come noi, per guadagnare solo Cristo — come dice Paolo: Considero tutto il resto della spazzatura pur di guadagnare Cristo. E ora vedo padri e figli che rinnegano Cristo... come li sopporti, o Dio e Signore mio Gesù Cristo? Credo fermamente che negli ultimi tempi dirai loro, quando giudicherai il mondo con giustizia: "Ahimè per voi che siete fuggiti da me", come dice il profeta Osea: Guai a loro, perché si sono allontanati da me.

Dove sono quelle donne maledette e scellerate che dicono: "Mio caro marito, fatti turco perché non possiamo pagare il tributo"? E quelle zie e nipoti del diavolo che dicono: "Figli miei, prendete un nome turco per non pagare, non possiamo servire gli agareni"? No, non lasciarti ingannare per due spiccioli al giorno, o figlia di satana, perché dannerai te stessa e i tuoi figli. Abbiate invece la benedizione di Cristo e della Panaghia.

Altri mi dicono: "Ma mio marito digiuna, fa il segno della croce, non mangia carne, va in chiesa di notte e si comunica al Corpo e al Sangue di Cristo. Il prete viene di notte e battezza i figli o sposa mio figlio". No! Nulla di questo vi giova, secondo la voce del Vangelo: Chi mi rinnegherà davanti agli uomini, io lo rinnegherò davanti a mio Padre. Vi manderà al tormento a bruciare nel fuoco eterno con i demoni e gli infedeli.

Vuoi essere santo e benedetto? Le tue opere cristiane siano manifeste alla luce, affinché tutti ti vedano; va' vivo in chiesa a glorificare e adorare il Dio in Trinità e la Sua santa Madre Vergine Maria.

Non ingannarti, o uomo: non serve a nulla portare di nascosto tuo padre o tuo fratello in chiesa di notte. Tempo fa andai in una chiesa e trovai un topo morto sotto una mattonella; lo gettammo fuori: la Chiesa non fu contaminata da lui, ma neppure il topo divenne santo. Tale è la sorte di chi rinnega Cristo e viene portato segretamente nella chiesa di Dio. Vuoi essere santo e benedetto? Le tue opere cristiane siano manifeste alla luce, affinché tutti ti vedano; va' vivo in chiesa a glorificare e adorare il Dio in Trinità e la Sua santa Madre Vergine Maria. Allora, quando Dio ordinerà all'Arcangelo Michele di prendere la tua anima per portarla al Suo Creatore, allora il tuo sacerdote vestito dei paramenti celebrerà per te pubblicamente, incensandoti e cantando l'Inno Trisagio. Allora ti gioveranno il digiuno, la preghiera e l'elemosina. Ma se fai come detto sopra, nulla ti giova, poiché il Signore ha detto: Chi mi negherà davanti agli uomini, io lo negherò.

Dunque vi prego, non abbiate a male le mie parole dure, perché esse vengono dal Vangelo e dai Santi. Nessuno disperi, perché il Benevolo Iddio è misericordioso e longanime con chiunque torna a Lui. Non dubiti alcuno del male fatto: sia bugiardo, ladro, lussurioso, apostata o blasfemo, o abbia insultato la fede o Cristo o la Panaghia o i genitori, o sia diventato turco ricevendo quel marchio maledetto dell'anticristo che è il taglio del diavolo. Cristo ti chiama con voce dolce: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro. Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori a pentirsi. Vi è gioia in cielo per un solo peccatore che si pente!

Torna dunque alla tua fede e alla tua Chiesa! Avvicinati a Dio e non allontanarti dal tuo Creatore. Non separarti dalla tua stirpe e non lasciare la vera fede dei tuoi antenati. Rimani fermo nel santo Battesimo che ricevesti in gioventù. Se anche hai errato diventando turco, non dire: "Non ho più speranza". Torna, il Signore Cristo ti vuole e ti perdona: Quante volte cadrai, rialzati e sarai salvo. I sani non hanno bisogno del medico, ma i malati. Perciò vi supplico di sopportare con pazienza nella fede di Cristo e di non essere meschini: una volta battezzati nel nome della Santa Trinità, uniti a Cristo, non dobbiamo separarci da Lui, per restare con Lui in eterno in Paradiso.

Sostieni dunque i castighi: se ti legano non amareggiarti; se ti mettono in prigione o in catene, sopporta gioioso facendo il tuo segno di Croce e confessa il nome di Cristo, Dio dell'universo. Vedete come gli uomini di mondo si vantano dei loro segni regali: ufficiali con piume d'oro, magistrati con abiti lunghi, cavalieri con croci sul petto. Quanto più il cristiano deve vantarsi del nome di Cristo e dei Suoi segni? La Scrittura dice: Chi si vanta, si vanti nel Signore.

Cosa pensate che mi abbia spinto, lo scorso anno, il 25 dicembre 1724, ad andare nella provincia straniera di Elbasan, nel villaggio di Tragoti? Entrando nella chiesa di Cristo, trovai il prete con circa centoventi donne e solo quindici uomini. Mi addolorai per l'esiguità dei maschi e mi dissero che tutti gli altri (ahimè!) si erano fatti turchi. Parlai loro secondo l'ispirazione divina. Più tardi, due fratelli agareni, che erano funzionari locali, seppero che avevo predicato confessando Cristo come Dio vero e la Theotokos come Madre e Vergine, definendo Maometto come un bugiardo, un impostore e il primo discepolo dell’anticristo. Vennero a cercarmi nella casa del prete e, armati di rami verdi e nodosi, iniziarono a colpirmi spietatamente. Paolo subì infiniti tormenti, ma i miei non furono da meno. Mi colpirono ovunque; il mio corpo divenne rosso e in molti punti nero. Per grazia di Cristo sono guarito, sebbene il mio braccio sinistro sia rimasto lesionato e io non possa mai trovarvi riposo. Non scrivo questo per vanto, ma perché ciascuno abbia coraggio e pazienza nelle afflizioni. Molti amici amanti di Cristo volevano vendicarsi di loro, ma io non l'ho permesso, per ottenere un premio spirituale.

Cattiva è l'infedeltà, fratelli cristiani, ma cattiva e gelida è anche la superbia, poiché la Scrittura dice: Ogni cuore superbo è abominevole davanti a Dio. Cattiva è l’apostasia, ma cattivo e perverso è anche l’omicidio. Cattiva e disgustosa è la lussuria, poiché chi rovina il tempio di Dio, Dio rovinerà lui. Non sapete di essere la dimora del Santo Spirito? Cristo lo conferma: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.

«Prima riconciliati con chi ti addolora, poi con coraggio accostati al mistico banchetto». 

Pessimo è lo scisma dalla Chiesa, ma cattivo e maledetto è l'odio. L’evangelista Giovanni dice: Se dici di amare Dio e odi il tuo vicino — e vicino è ogni cristiano — sei un bugiardo. Cristo ci insegna: Perdona e ti sarà perdonato. O uomo, se non perdoni chi ti ha offeso, perché diventi uno schernitore di Dio aprendo la tua bocca impura per dire: «e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori»? Non sei degno di dirlo né di ascoltarlo se prima non pratichi l'amore, come gridano i Santi Padri teofori della Chiesa: «Prima riconciliati con chi ti addolora, poi con coraggio accostati al mistico banchetto».

Cattiva è l’apostasia, ma cattiva e disumana è la rapina. Cattivo è rinnegare il Battesimo, ma grande stoltezza è per coloro che hanno beni e non fanno elemosina. Grave è separarsi dalla Panaghia e da Cristo, ma pessimo e perverso è chi ripudia la moglie o la moglie che lascia il marito. È vergognoso disubbidire ai comandamenti di Dio e ai dogmi della Chiesa, ma ugualmente agiscono male coloro che non ubbidiscono al padre e alla madre.

È bene non peccare, ma è bene anche pentirsi e confessarsi. Dimmi, o uomo, quanta fatica ti costa riscattarti dalle mani del diavolo? Che spesa hai? Nulla, se non che la tua cattiveria non te lo permette. Il padre spirituale non ti chiede pagamenti, ma ti concede una grazia, ti benedice dicendo: «Figlio mio, nel nome del Signore, ti sono perdonati i tuoi peccati. Va' in pace e non peccare più». Corri dunque dal medico dell’anima prima che la ferita del peccato si infetti e ti renda storpio. Finché il peccato rimane nell'uomo senza essere confessato, tanto più esso arrugginisce e si incrosta, proprio come lame annerite che richiedono enorme fatica per essere lucidate.

Voglio parlarvi di nuovo di Cristo. Mi meraviglio dei ciechi Ebrei, degli stolti Agareni e di quegli apostati della fede di Cristo. Molti sovrani cristiani di stirpi diverse hanno creduto nel Salvatore Cristo come Dio e Signore: Greci, Latini, Valacchi, Bulgari, Albanesi, Armeni, Francesi, Fiamminghi, Moscoviti, Maltesi, Tedeschi, Svedesi, Spagnoli, Inglesi, Indiani, Africani, Etiopi, Giacobiti e Copti. Tutte queste nazioni, e molte altre, credono in Cristo. Alcune di queste rimasero e rimangono salde con la potenza di Cristo — Re, Governatori, Gerarchi, Sacerdoti, Patriarchi e sapientissimi Dottori — fino ad oggi. E rimarranno ancora meglio, secondo la parola del Vangelo: Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno mai.

Pensate che queste nazioni che adorano Cristo come Dio e Creatore del cielo e della terra, e tutti i profeti, i dodici apostoli, i milioni di martiri, e tutti i Padri dei sette Concili Ecumenici — duemilatrenta santi padri sceltissimi — fossero folli? Oltre a Re, Sapienti, Generali e oratori illustri che hanno creduto e lodano il Dio in Trinità dicendo: «Poiché Tu solo sei il Santo, Tu solo il Signore, Gesù Cristo, a gloria di Dio Padre. Amìn»?

E tu, ebreo senza legge, tu, empio turco, e tu, apostata, cosa pensate? Credete forse che tutti quelli che ho nominato fossero insensati? Essi avevano sapienza divina ed erano onorati e santi. Siete voi gli insensati e i maledetti, che non sapete come credere in Dio. Udite cosa gridano gli uomini ai quattro angoli della terra: «Oggi la Vergine partorisce il Creatore di tutto»; «Oggi Dio è giunto sulla terra»; «Essendo nato il Signore Gesù a Betlemme, i Magi venuti dall’Oriente hanno adorato Dio incarnato».

O grande cecità la vostra! Cosa farete quando Cristo verrà nella Sua gloria a giudicare il mondo e vi troverà infedeli? Cosa risponderete? Ecco che il Santo Spirito parla attraverso i profeti. Geremia dice: Questo è il nostro Dio, nessun altro è simile a Lui. Egli è apparso sulla terra e ha vissuto tra gli uomini. Chi ha camminato con gli uomini se non Cristo in Giudea e in Egitto? Isaia profetizza: Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio e il Suo nome sarà Emmanuele. Chi è la Vergine se non la Theotokos Maria? Emmanuele in ebraico significa "Dio con noi".

Davide dice nel secondo Salmo: Il Signore ha detto a me: Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. E Isaia dice: Un bambino è nato per noi, un figlio ci è stato dato... il Suo nome è Angelo del gran consiglio. Giona prefigura la Risurrezione del terzo giorno nel ventre della balena. Sofonia fortifica gli apostoli a attendere la Risurrezione: Attendetemi fino al giorno della mia risurrezione.

Davide profetizza la Risurrezione: Risorgi, o Dio, giudica la terra, perché Tu avrai in eredità tutte le genti. E ancora: «Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici, e fuggano dal suo cospetto quelli che lo odiano». E nel Salmo 131: Risorgi, Signore, nel luogo del Tuo riposo, Tu e l’arca della Tua santificazione.

«Le buone opere si conquistano con fatica e si compiono con travaglio».

I cristiani soffrono su una strada tortuosa e stretta: siamo perseguitati dai Turchi, siamo insultati, diamo il tributo, veniamo oppressi lungo la via, ci rubano i cavalli e ci scacciano dalle nostre case. Essi mangiano del nostro e i nostri figli piangono la fame. In ogni stagione dobbiamo portare regali agli invasori: formaggio, carne, uova a Pasqua, caffè al Ramadan. Questa è la strada stretta, poiché dicono i Santi Padri: «Le buone opere si conquistano con fatica e si compiono con travaglio». Ma noi cristiani, salendo questi gradini difficili di questa vita, andremo in Paradiso a gioire con i Santi e gli Angeli, e Cristo dirà: Venite, benedetti del Padre mio.

A chi nega la Fede, anche se compie mille opere buone, è impossibile entrare nel Regno di Dio senza il pentimento. Preferirei dare il permesso a qualcuno di mangiare carne ogni mercoledì e venerdì e in tutta la Quaresima, piuttosto che vederlo farsi turco. Tanto è terribile l’apostasia! Se un mangione si pente troverà perdono, ma l'apostata non lo troverà se rimane nel suo peccato, poiché è bestemmia contro il Santo Spirito.

Non dite che i Turchi hanno avuto il potere da Dio; io dico che è per i nostri errori. Non vedete forse le belve: leoni, lupi, draghi e serpenti? Chi li ha creati? Dio, a causa del peccato di Adamo. Così sono loro per noi: belve razionali, lupi feroci, vipere velenose.

Nella prima Epistola di Giovanni leggiamo dell'anticristo. Chi è bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Costui è l'anticristo. Cristo è Dio vero, nato non creato, consustanziale al Padre e Creatore di tutto.

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.

 

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Fonte: Estratto dall'opera «Pistis» (Fede)
(Traduzione non ufficiale)

 

 

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