Gli eterodossi saranno salvati?

Il rifiuto dell'uomo di accettare la Verità Divina, e la sua opposizione ad essa, fa di lui un figlio della dannazione. Pertanto, inviando i suoi discepoli a predicare, il Signore disse loro: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà dannato», quest'ultimo infatti ascoltò la Verità del Signore e fu chiamato ad accettarlo, ma rifiutò, ereditando così la dannazione di coloro che «non hanno creduto alla Verità, ma hanno acconsentito all'iniquità».

filaret of new yorkDomanda: “Se la fede Ortodossa è l'unica vera fede, possono i Cristiani di altre confessioni essere salvati? Può una persona che ha condotto una vita in perfetta rettitudine sulla terra, essere salvata dalla forza delle sue origini, pur non essendo battezzata come Cristiana?

Risposta: «Egli infatti dice a Mosè: Userò misericordia con chi vorrò, e avrò pietà di chi vorrò averla. Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell'uomo, ma da Dio che usa misericordia» (Rm 9, 15-16). Nella Chiesa ortodossa ci viene indicata la via della salvezza e ci vengono dati i mezzi attraverso i quali una persona può purificarsi moralmente e ricevere una promessa diretta di salvezza. In questo senso San Cipriano di Cartagine dice che «fuori dalla Chiesa non c'è salvezza». Nella Chiesa è dato ciò di cui l'apostolo Pietro scrive ai Cristiani (e solo ai Cristiani): «La Sua potenza divina ci ha fatto dono di ogni bene per quanto riguarda la vita e la pietà, mediante la conoscenza di Colui che ci ha chiamati con la Sua gloria e potenza. Con queste ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina, essendo sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza. Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l'amore fraterno, all'amore fraterno la carità. Se queste cose si trovano in abbondanza in voi, non vi lasceranno oziosi né senza frutto per la conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo» (2Pt 1, 3-8). E che dire di coloro che sono fuori dalla Chiesa, coloro che non le appartengono? Un altro apostolo ci fornisce un'idea: «Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? Quelli di fuori li giudicherà Dio» (1Cor 5, 12-13). Dio «avrà misericordia di chi avrà misericordia» (Rom 9, 18). Una cosa va detta, tuttavia, ed è che «condurre una vita in perfetta rettitudine», come espresso da chi ha posto la domanda, significa vivere secondo i comandamenti delle Beatitudini, e questo è al di là del potere di un uomo al di fuori della Chiesa ortodossa, privato dell'aiuto della grazia che in essa si cela.

La domanda: “Possono gli eterodossi (ovvero coloro che non appartengono all'Ortodossia: l'Una, Santa, Cattolica e Apostolica Chiesa) essere salvati?”, è diventata particolarmente dolorosa e critica ai nostri giorni.

Nel tentativo di rispondere a questa domanda, prima di tutto, dobbiamo ricordarci di una cosa: nel Suo Vangelo, il Signore Gesù Cristo stesso, menziona solo uno stato dell'anima umana che immancabilmente porta alla perdizione, cioè la bestemmia contro il Santo Spirito (Mt 12, 1-32). Più di ogni altra cosa, il Santo Spirito è lo Spirito della Verità, come il Salvatore era solito chiamarlo. Di conseguenza, la bestemmia contro il Santo Spirito è una bestemmia contro la Verità, un'opposizione ad essa consapevole e persistente. Lo stesso testo chiarisce che, anche la bestemmia contro il Figlio dell'Uomo (cioè il Signore Gesù Cristo, lo stesso Figlio di Dio incarnato) possa essere perdonata agli uomini, perché può essere pronunciata per errore o per ignoranza e, successivamente, può essere rivestita dalla conversione e dal pentimento; un esempio di tale bestemmiatore convertito e pentito è l'Apostolo Paolo (v. At 26, 11 e 1Tim 1, 13). Tuttavia, se un uomo si oppone alla Verità, che ha appreso chiaramente con ragione e coscienza, diventa cieco e commette un suicidio spirituale, perché in tal modo si rende tale e quale al diavolo, il quale crede in Dio e lo teme, eppure lo odia, lo bestemmia e gli si oppone.

Così, il rifiuto dell'uomo di accettare la Verità Divina, e la sua opposizione ad essa, fa di lui un figlio della dannazione. Pertanto, inviando i suoi discepoli a predicare, il Signore disse loro: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà dannato» (Mc 16, 16), quest'ultimo infatti ascoltò la Verità del Signore e fu chiamato ad accettarlo, ma rifiutò, ereditando così la dannazione di coloro che «non hanno creduto alla Verità, ma hanno acconsentito all'iniquità» (2Ts 2, 12).

La Santa Chiesa ortodossa è depositaria della Verità divinamente rivelata in tutta la sua pienezza, ed è fedele alla Tradizione apostolica. Perciò, colui che esce dalla Chiesa e che intenzionalmente e consapevolmente se ne allontana, si unisce ai ranghi dei suoi oppositori e diventa un rinnegato rispetto alla Tradizione apostolica. La Chiesa ha estremamente anatemizzato tali rinnegati, secondo le parole dello stesso Salvatore (Mt 18, 17) e dell'apostolo Paolo (Gal 1, 8-9), minacciandoli con la dannazione eterna e invitandoli a tornare nel gregge ortodosso. È evidente, tuttavia, che i cristiani sinceri che sono cattolici romani, luterani, o membri di altre confessioni non ortodosse, non possono essere definiti rinnegati o eretici, ovvero coloro che consapevolmente pervertono la Verità1 ... Essi sono nati, cresciuti e vivono secondo il credo che hanno ereditato, proprio come la maggior parte di voi che siete ortodossi; nella loro vita non c'è stato un momento di rinuncia personale e consapevole dell'Ortodossia. Il Signore, «il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati» (1Tm 2, 4) e «che illumina ogni uomo nato nel mondo» (Gv 1, 43), senza dubbio sta conducendo anche loro alla salvezza, a modo Suo.

In riferimento alla domanda di cui sopra, è particolarmente istruttivo ricordare la risposta che San Teofane il Recluso diede una volta a un uomo interessato all'Ortodossia. Il Santo rispose più o meno così: «Tu chiedi se gli eterodossi si salveranno... Perché ti preoccupi per loro? Hanno un Salvatore che desidera la salvezza di ogni essere umano. Egli si prenderà cura di loro. Tu e io non dovremmo farci carico di una tale preoccupazione. Indaga su te stesso e sui tuoi peccati... Ti dirò una cosa, però: se tu, essendo Ortodosso e possedendo la Verità nella Sua pienezza, tradirai l'Ortodossia ed entrerai in un'altra fede, perderai la tua anima per sempre».

Riteniamo che la risposta sopra riportata, scritta da un santo asceta, sia la migliore che si possa dare in merito.

 

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Note

1 La parola greca per “eresia” deriva dalla parola che sta per “scelta”, e pertanto implica di per sé un rifiuto o un'opposizione consapevole e volontaria alla Verità Divina che si manifesta nella Chiesa Ortodossa.

 

Traduzione libera a cura di Milo (Giovanni) FellettiMilo Felletti.resized128 128Collaboratore — Sono nato nel 1993 a Bologna, città che mi ha visto crescere e dove tuttora risiedo. Nel 2018 ho iniziato a leggere il Nuovo Testamento e al termine di un percorso, durato 15 mesi, sono stato battezzato nella Chiesa ortodossa col nome di Giovanni. per hristos.it

 

timbro hristos 326x327Copyright © 2019 - 2021 Hristos – Tutti i diritti riservati
Fonte: Orthodox Life, Vol. 34, No. 6 (Nov. - Dec., 1984), pp. 33-36.

 

 

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