Isteria Covid: l'uomo è diventato un virus per il suo prossimo

Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre» (Lc 19, 40). [...] Il proverbio latino Homo homini lupus est, "L'uomo è un lupo per l'uomo", ha tragicamente trovato la sua nuova forma ed espressione nella crisi che stiamo vivendo oggi, ovvero: Homo homini virus est!.

siluan metropolita australiaSono costretto dalla mia coscienza, in quanto Vescovo dei fedeli a me affidati, ad esprimere con questa lettera aperta le mie profonde preoccupazioni circa la situazione in cui è precipitata la nostra nazione durante la corrente crisi sanitaria. Temiamo, infatti, che questa stia diventando sempre più una crisi dell'umanità, più che una di carattere sanitario.

Il proverbio latino Homo homini lupus est, "L'uomo è un lupo per l'uomo", ha tragicamente trovato la sua nuova forma ed espressione nella crisi che stiamo vivendo oggi, ovvero: Homo homini virus est!

L'uomo è diventato un virus per il suo prossimo, in questo mondo in continua evoluzione e in una società dall'aspetto distopico. Questa non è un'iperbole, ma qualcosa che sta accadendo proprio ora intorno a noi. Basta guardare i nostri luoghi di lavoro, un tempo luoghi di collegialità e amicizia, che ora degenerano rapidamente in luoghi di segregazione, sospetto, bullismo e denigrazione di coloro che non hanno ancora ricevuto il “segno di spunta verde”!

Un vivido esempio di ciò mi è stato offerto da un nostro fedele in possesso di un'esenzione medica, che è stato etichettato come rischio sanitario dai suoi colleghi e che da allora è stato trattato con disprezzo e discriminazione, come se fosse un lebbroso, un virus ambulante.

Questo tipo di comportamento sarebbe stato ritenuto inaccettabile in passato. Tuttavia, nella "nuova normalità" della società distopica odierna è sottilmente incoraggiato attraverso l'isteria dei media, i quali alimentano la psicosi di massa. In questo scenario, la paura, l'ansia, la diffidenza e la segregazione sono diventate il nuovo Vangelo!

La politica del “no jab, no job” [niente puntura, niente lavoro], ha avuto e continua ad avere ripercussioni sul benessere e sulla salute mentale di molte persone, la quali si sentono messe in un angolo e costrette a vaccinarsi senza il diritto al consenso informato e senza libertà di coscienza. Questo non dovrebbe accadere in nessuna parte del mondo, specialmente in una democrazia come l'Australia. Le persone hanno il legittimo diritto di essere preoccupate e di porre domande su questi particolari vaccini, dato che ufficialmente si trovano ancora in fase di sperimentazione clinica, come affermato di recente dal Ministro della Salute Australiano.

Queste misure e linee politiche sul posto di lavoro hanno creato molte ansie sociali ed esistenziali, e queste hanno avuto un impatto sulla comunità.

Nessun ricatto e nessuna coercizione sono moralmente accettabili, compresi quelli alla vaccinazione. Senza libertà di scelta non c'è umanità.

Il Cristianesimo ortodosso professa che la persona umana è creata ad immagine e somiglianza di Dio e che la qualità, o attributo, essenziale di questa immagine è il dono del libero arbitrio, la capacità di fare una scelta informata e libera.

Ad esempio, l'atto di seguire Cristo nella Chiesa ortodossa è ontologicamente rilevante, perché seguire Cristo porta alla formazione, cioè alla trasformazione e al completamento dell'uomo, quindi alla perfezione e infine alla salvezza. Tuttavia, attraverso la lente della soteriologia ortodossa, vediamo che questa è un'azione sinergica, il che implica una libera disposizione da parte dell'umanità. Cristo stesso dice: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16, 24). Cristo ci lascia una scelta, non annulla la libertà di scelta dell'uomo, non impone la salvezza.

Anche sant'Ireneo lo ribadisce:

«...perché Dio fin dall'inizio ha fatto dell'uomo un'entità libera, che ha una propria facoltà, e che possiede persino un'anima propria, così da obbedire ai comandi di Dio volontariamente, e non per costrizione di Dio.

Perché con Dio non vi è coercizione, ma, al contrario, Egli manifesta sempre la Sua buona volontà verso di noi. Per tale ragione, Egli dà un buon consiglio a tutti. Nell'uomo, oltre che negli angeli, Egli ha posto il potere di scegliere…» ~ S. Ireneo (Contro le eresie, IV, 37, I).

Tutto ciò non va interpretato come una posizione no-vax, ma come un auspicio al consenso informato, che deve tenere in considerazione anche le eventuali preoccupazioni etiche che potrebbero avere i credenti.

I Cristiani ortodossi, ad esempio, hanno un problema morale nell'accettare i vaccini sviluppati con linee cellulari ottenute dai tessuti di feti abortiti. La questione delle preoccupazioni etiche per tali vaccini è stata sollevata l'anno scorso da alcune delle principali giurisdizioni cristiane in Australia, come l'Arcidiocesi romano-cattolica, quella Anglicana e quella Greco-ortodossa.

Pertanto, le preoccupazioni morali dei cristiani dovrebbero essere prese in considerazione, in quanto non sono meramente dei punti di vista soggettivi, ma derivano dalle posizioni e le convinzioni fondamentali della Chiesa.

Ecco perché i nostri fedeli possono fare appello a questa lettera arcipastorale e alle altre dichiarazioni della Chiesa ortodossa, sul motivo per cui non sono in grado di ricevere questi particolari vaccini.

Vorrei anche menzionare, con grande preoccupazione, l'allarmante prospettiva di introdurre dei passaporti vaccinali. Credo che questo porterà ad una società a due strati, cosa che dividerà le persone, le famiglie e gli amici, e darà le basi per atti di discriminazione e ostracismo.

In relazione a ciò, i media hanno anche menzionato che "Le chiese dovranno utilizzare dei sistemi di certificazione vaccinale, restringendo il culto ai soli vaccinati.”

Questo è totalmente estraneo allo Spirito della Chiesa, all'ecclesiologia, al Santo Vangelo e alla Tradizione della Chiesa. Non potremmo mai accettare o adottare una tale pratica! Essa comporterebbe una discriminazione contro coloro che sono membri dello stesso Corpo, il Corpo di Cristo, la Sua Santa Chiesa. Come possiamo andare contro il Vangelo e contro Cristo? Egli esclama: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e Io vi darò riposo» (Mt 11, 28).

Non possiamo accettare la polarizzazione dei fedeli; tutto ciò va contro la natura stessa della Chiesa e noi non applicheremo questo sistema nelle nostre chiese.

La Chiesa abbraccia tutti coloro che cercano Cristo, vaccinati e non vaccinati. Essa cercherà di guarire questa società ferita e appesantita, invece di infliggerle nuove ferite o caricarla di ulteriori fardelli.

Prego che Cristo illumini e guarisca tutti noi, in questa società immersa nelle tenebre del dolore e dell'ansia, affinché possiamo percepire i nostri simili non come un virus, ma come come individui fatti a Sua immagine e somiglianza.

 

Con amore e con la mia benedizione arcipastorale,

+ SILUAN

Vescovo della Metropolia dell'Australia e della Nuova Zelanda

Chiesa ortodossa serba

 

Nota di redazioneL'immagine di copertina nella home page è il frontespizio, disegnato da Abraham Bosse, del Leviatano. Il Leviatano è probabilmente il libro più conosciuto di Thomas Hobbes, pubblicato nel 1651 in inglese e nel 1668 in un'edizione riveduta in latino. Il titolo è ripreso dalla figura biblica del Leviatano. Il libro tratta il problema della legittimità e della forma dello Stato, rappresentato sulla copertina della prima edizione del testo come un gigante costituito da tanti singoli individui; il gigante regge in una mano una spada, simbolo del potere temporale, e nell'altra il pastorale, simbolo del potere religioso, a indicare che, secondo Hobbes, i due poteri non vanno separati.

 

Traduzione libera a cura di Milo (Giovanni) FellettiMilo Felletti.resized128 128Collaboratore — Sono nato nel 1993 a Bologna, città che mi ha visto crescere e dove tuttora risiedo. Nel 2018 ho iniziato a leggere il Nuovo Testamento e al termine di un percorso, durato 15 mesi, sono stato battezzato nella Chiesa ortodossa col nome di Giovanni. per hristos.it

 

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Fonte: soc.org.au/en/news/1519-archpastoral-reflection-on-current-covid-crisis

 

 

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