«Genitori», «fratelli e sorelle» di Gesù

L'evangelista Luca definisce Giuseppe e Maria «genitori» di Gesù (Lc 2, 41). Marco e Matteo riportano anche le parole degli abitanti di Nazaret, contemporanei di Gesù, sulla sua famiglia: «Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stan­no qui da noi?» (Mc 6, 3; Mt 13, 55-56).

giuseppe il giustoL'evangelista Luca definisce Giuseppe e Maria «genitori» di Gesù (Lc 2, 41). Marco e Matteo riportano anche le parole degli abitanti di Nazaret, contemporanei di Gesù, sulla sua famiglia: «Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stan­no qui da noi?» (Mc 6, 3; Mt 13, 55-56).

I «fratelli di Gesù» vengono nominati più volte nelle pagine dei testi neotestamentari. A Cafarnao Gesù giunse accompagna­to da sua Madre e dai suoi fratelli (Gv 2, 12). In Galilea, mentre Gesù predicava al popolo, la Madre e i fratelli di Gesù erano fuo­ri dalla casa, in attesa di parlargli (Mt 12, 46-49; Mc 3, 31-35; Lc 8, 19-21). Giovanni osserva che i fratelli di Gesù «non credeva­no in Lui» (Gv 7, 5), e Marco narra di come cercassero di ripor­tarlo a casa, pensando che fosse andato fuori di senno (Mc 3, 21). Dopo la resurrezione di Gesù, troviamo i suoi fratelli e Maria insieme ai suoi discepoli (At 1, 14). Anche san Paolo menziona i «fratelli del Signore» (1Cor 9, 5; Gal 1, 19).

Sulla base di queste menzioni i critici dell'interpretazione ec­clesiale del Vangelo pongono in dubbio la dottrina della perpe­tua verginità della Madre di Dio. L'autore di una biografia con­temporanea di Gesù, che si dichiara uno «storico indipendente», scrive:

Questo racconto presuppone che Gesù, che viene chiamato fi­glio di Maria e aveva dei fratelli di cui conosciamo il nome, e so­relle il cui nome viene taciuto, fosse fratello degli altri figli di Ma­ria. Le altre idee sono frutto della successiva dottrina cristiana sul­ la perpetua verginità della Beata Vergine Maria, di un dogma fon­dato sull'immaginazione, che non trova posto nella ricerca storica né possiede alcun legame con la Miriam storica. Noi dobbiamo accordare la preferenza all'informazione di Marco: Miriam aveva più figli72.

Bisogna obiettare che Marco non dà alcuna informazione sul fatto che Maria avesse più figli; si limita a ricordare, come gli altri evangelisti, che Gesù aveva dei «fratelli». Ma né lui né gli altri evangelisti specificano di che fratelli si trattasse – di fratel­li o cugini –, se cioè il termine «fratelli» fosse usato in senso lato, per indicare genericamente dei legami di parentela. Secondo la terminologia biblica, poteva venir chiamato fratello anche un cugino, un nipote o un altro parente stretto di sesso maschile. Nella traduzione greca della Bibbia la parola αδελφος indica non solo i fratelli, ma anche i parenti stretti (Gen 13, 8; 14, 14; 29, 12. 15; 31, 32. 46; Lv 10, 4; 2Re 10, 13; 1Cr 23, 22).

A sfavore della perpetua verginità della Madre di Dio, secon­do gli «storici indipendenti» di questo tipo, depone anche il fat­to che Matteo dica di Giuseppe: «e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio» (Mt 1, 24-25). Da queste parole essi traggono la conclusione che, do­po che Maria ebbe partorito il primogenito, Giuseppe la cono­scesse, ed essa poi generasse altri figli, fratelli di Gesù.

In realtà, solo a un primo, superficiale sguardo il testo evan­gelico può consentire una simile interpretazione. L'espressione «primogenito» non presupponeva necessariamente la presenza di altri figli, indicava ogni bambino che «apre l'utero». L'espres­sione εως, tradotta «senza che», «nel testo biblico può indicare non una delimitazione temporale ma una simultaneità degli av­venimenti... Il pensiero dell'evangelista potrebbe essere reso co­sì: Giuseppe non conobbe Maria, ed ella nel frattempo diede al­la luce il suo Figlio primogenito»73.

La fede nel concepimento verginale di Maria, come abbiamo già mostrato, è stata parte dell'insegnamento della Chiesa fin dalle origini, e non una macchinazione successiva. All'inizio del II secolo Ignazio di Antiochia scrive della verginità di Maria co­me di uno dei misteri che sono celati al diavolo: «Il nostro Dio Gesù Cristo fu portato nel seno da Maria secondo il piano di Dio; fu discendente della stirpe di Davide, ma per opera dello Spirito Santo... Al principe di questo mondo rimase nascosta la verginità di Maria, come pure il suo parto e ugualmente anche la mor­te del Signore. Tre misteri strepitosi che si compirono nel miste­ro del silenzio di Dio»74.

Se della perpetua verginità di Maria i Vangeli non parlano direttamente, essi non dicono neppure alcunché in contrario. Fin dagli inizi la dottrina della Chiesa ha sempre affermato che la santissima Madre di Dio è «Vergine prima del Parto e nel Parto»75.

Non è compito di questo libro esaminare il dogma della per­petua verginità della Madre di Dio: a questo dogma abbiamo de­dicato una sezione di un altro testo, a cui rimandiamo il lettore76. Tuttavia, non possiamo trascurare il tema dei «fratelli e sorelle» di Gesù, perché esso ha un rapporto diretto non solo con il dog­ma della verginità di Maria, ma anche con l'oggetto fondamen­tale della nostra ricerca.

Nel Vangelo di Matteo la famiglia in cui nacque e venne edu­cato Gesù era composta da tre persone: Giuseppe, Maria e Gesù stesso. È questa la famiglia che fuggì in Egitto, tornò in Giudea e si stabilì in Galilea. Qui non si parla di fratelli o sorelle. Chi sono, dunque, i fratelli menzionati nei racconti dedicati al mini­stero pubblico di Gesù?

La tradizione della Chiesa offre due possibili risposte a que­sta domanda. La fonte più antica che si occupa di questo tema è il Protoevangelo di Giacomo, in cui Giuseppe è presentato co­me un anziano vedovo, che ha dei figli: egli viene prescelto «per prendere la Vergine del Signore in custodia»77. Insieme a Giu­seppe e Maria, si recano a Betlemme per il censimento anche i figli di primo letto di Giuseppe78. L'opinione che i fratelli di Ge­sù fossero i figli avuti da Giuseppe nel primo matrimonio era dominante nella tradizione dell'Oriente cristiano79. Epifanio di Cipro presenta Giuseppe al momento del matrimonio con Maria come un vedovo ottantenne, che aveva avuto sei figli dalle pre­cedenti nozze80.

Un'altra possibile risposta viene offerta da san Girolamo, se­condo il quale i fratelli del Signore sono i cugini di Gesù, figli di Maria di Cleopa (Lc 24, 18), che egli identifica con Maria, ma­dre di Giacomo e Giuseppe (Mt 27, 56; Mc 15, 40). Come abbia­mo visto, Giacomo e Giuseppe negli stessi Vangeli vengono men­zionati tra i fratelli di Gesù, e sarebbe strano se nel racconto del­la crocifissione la Madre di Gesù venisse citata solo come «ma­dre di Giacomo e Giuseppe», senza ricordare nemmeno con una parola che essa era la madre del Crocifisso. Evidentemente, si tratta di un'altra Maria. Questa Maria poteva essere Maria di Cleopa, chiamata nel Vangelo di Giovanni sorella della Madre di Gesù (Gv 19, 25). Se era sorella di sangue della Vergine Ma­ria, i suoi figli erano cugini di Gesù81.

La prova più convincente che Maria non avesse altri figli è il fatto che dalla croce Gesù la affida al suo discepolo, e il disce­polo la prende con sé (Gv 19, 27). Non ce ne sarebbe stata alcu­na necessità, se Maria fosse appartenuta a una famiglia numero­sa e avesse avuto altri figli, che avrebbero potuto pensare a lei dopo la morte di Gesù. È l'argomento addotto, in particolare, da Giovanni Crisostomo, a commento delle parole dell'evangelista Matteo sul fatto che, «senza che Giuseppe la conoscesse, ella diede alla luce un figlio» (Mt 1, 25):

Ha detto qui «senza che» non perché sospetti che dopo si accostò a lei, ma perché tu sappia che prima del parto la Vergine era del tut­to integra... lasciando alla tua deduzione quanto è avvenuto dopo. Ha detto quello che era necessario che tu apprendessi da lui, vale a dire che la Vergine era intatta fino al parto; lascia poi conoscere a te quello che, in base a quanto era stato detto, appariva conseguente e notorio: ad esempio, che Giuseppe, essendo giusto, non avrebbe do­po osato accostarsi a lei che era divenuta madre in questo modo ed era stata ritenuta degna di un parto inusitato. Se si fosse accostato a lei e l'avesse avuta come moglie, come Cristo l'avrebbe affidata al discepolo in quanto indifesa e senza nessuno, e gli avrebbe ordinato di prenderla in casa?82

Dal Nuovo Testamento veniamo a sapere molto poco dei geni­tori di Gesù. Oltre ai racconti di Matteo e Luca sulla sua nascita e sull'infanzia, la Vergine Maria compare solo sporadicamente nel­le pagine dei Vangeli. La vediamo insieme a Gesù alle nozze di Cana di Galilea (Gv 2, 3-5) e poi a Cafarnao (Gv 2, 12). Sentiamo dire che si  presenta insieme ai «fratelli di Gesù» alla porta della casa in cui sta predicando. La vediamo ai piedi della croce di Ge­sù (Gv 19, 25-27). A eccezione dell'ultimo episodio e del raccon­to delle nozze a Cana in Galilea, negli altri casi la Madre di Gesù viene menzionata insieme ai suoi fratelli, anche negli Atti degli apostoli, dove troviamo l'ultimo rimando ad essa (At 1, 14). Nel­le lettere apostoliche di Maria, Madre di Gesù, non si dice nulla.

Giuseppe appare per l'ultima volta nel racconto di Luca sul viaggio intrapreso dai genitori di Gesù per recarsi al tempio di Gerusalemme (Lc 2, 41-51). Nel racconto del ministero pubbli­co di Gesù, Giuseppe non figura in alcun modo. È probabilmen­te una riprova del fatto che, al momento in cui Gesù iniziò la sua predicazione, Giuseppe non era più al mondo. La stessa circostanza può costituire una prova indiretta dell'età avanzata di Giu­seppe al momento del suo sposalizio con Maria. In ogni caso, certamente Giuseppe era già morto quando Gesù, spirando in croce, affidò la Madre al discepolo.

Quale fu la sorte dei «fratelli e sorelle» di Gesù dopo la sua morte e resurrezione? Le fonti cristiane passano completamen­te sotto silenzio la sorte delle sorelle, e tra i fratelli ne mettono in risalto uno: Giacomo, fratello del Signore83, ripetutamente menzionato negli Atti degli apostoli. Liberato dal carcere, Pie­tro dice: «Riferite questo a Giacomo e ai fratelli» (At 12, 17), cosa che testimonia un ruolo particolare di Giacomo all'interno del gruppo dei discepoli di Gesù. Nel racconto sul concilio de­gli apostoli, Giacomo prende la parola, rivolgendosi agli apo­stoli (At 15, 13). Viene narrato anche l'incontro di san Paolo con Giacomo, a cui Paolo parla della conversione dei pagani (At 21, 18-19). Questo incontro viene menzionato anche dallo stes­so Paolo, che chiama Giacomo «fratello del Signore» (Gal 2, 19).

Tutti questi rimandi attestano il ruolo particolare che Giacomo ebbe nella comunità dei discepoli di Gesù dopo la sua morte e re­surrezione. Il primato indiscusso nella comunità apparteneva a Pietro, ma anche Giacomo aveva un proprio posto. La tradizione della Chiesa lo considera il primo vescovo di Gerusalemme, e pro­prio con questo titolo entrò nel calendario liturgico. Si ritiene che fosse un apostolo del gruppo dei settanta, e che morisse martire. Lo conferma la testimonianza di Giuseppe Flavio, il quale ricor­da l'esecuzione capitale «di Giacomo, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo», per ordine del sinedrio nel 62-6384.

 

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Note
72 M. CASEY, Jesus of Nazareth, p. 144.
73 Cfr.: A.S. NEBOL'SIN, «Brat'ja Gospodni» (l fratelli del Signore), p. 214.
74 IGNAZIO DI ANTIOCHIA, Lettera agli Efesini 18-19 (SC 10, 86-88); tr. it. pp. 48-49.
75 Così viene chiamata una delle icone miracolose della madre di Dio. Negli inni del­ la festa della Dormizione si dice: «Nel Parto hai serbato la verginità, nella Dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio ...»; «... nel Parto Vergine e nella morte viva».
76 Cfr. : ILARION (ALFEEV), La Chiesa ortodossa, vol. 2: Dottrina, pp. 485-503 (in part., pp. 487-490).
77 Protoevangelo di Giacomo 8-9; tr. it. p. 23.
78 Ibidem.
79 Cfr., in particolare: ORIGENE, Commento al Vangelo di Matteo 10, 17 (SC 162, 216).
80 EPIFANIO DI CIPRO, Panarion 51, 10 (GCS 31).
81 Questa ipotesi ha un punto debole: il fatto che Maria di Cleopa fosse sorella di san­gue della Madre di Gesù. Quest'idea, in primo luogo, è in contrasto con la tradizione della Chiesa, secondo cui la Vergine Maria nacque da Gioacchino e Anna quando erano ormai in tarda età, e fu la loro unica figlia. In secondo luogo, è difficile pensare che due sorelle avessero Io stesso nome. Il professor A.P. Lebedev (1845-1908), docente dell'Accademia teologica di Mosca, sosteneva un punto di vista un po' diverso. A parer suo, Maria di Cleopa non era la sorella della Vergine Maria, ma la moglie di Cleopa, fratello di Giuseppe: «... in altre parole, Maria di Cleopa e Maria, la Madre di Gesù, erano le spose legittime di due fratelli di sangue e quindi cognate fra loro». Lo studioso intende in senso Iato l'appellativo «sorella della Madre di Gesù», usato per Maria di Cleopa, co­sì come l'appellativo «fratelli di Gesù», con il quale intende i figli di Cleopa e di sua moglie Maria, «che erano cugini di Gesù (dal punto di vista giuridico e popolare)». Cfr.: A.P. LEBEDEV, Brat'ja Gospodni (l fratelli del Signore), pp. 80-87. Su Maria di Cleopa, cfr. anche: R. BAUCKHAM, Gospel Women, pp. 204-212.
82 GIOVANNI CRISOSTOMO, Omelie sul Vangelo di Matteo 5, 3 (PG 57, 58); tr. it. vol. 1, pp. 112-113.
83 Cfr.: J. PAINTER, Just James, pp. 42- 156.
84 GIUSEPPE FLAVIO, Antichità giudaiche 20, 9, 1; tr. It. vol . 1, p. 1247.

 

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Fonte: Ilarion Alfeev, L'inizio del Vangelo, Edizioni San Paolo, 2021, pp. 223-229.

 

 

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